Sappi che questo universo non è altro che un inganno onirico della natura, per mettere alla prova la tua coscienza dell’immortalità.
La Gioia sempre nuova è Dio. È inesauribile; mentre continui le tue meditazioni negli anni, Egli ti sedurrà con un’ingegnosità infinita. I devoti come te, che hanno trovato la via verso Dio, non sognano mai di scambiarLo con qualsiasi altra felicità; Egli è seducente oltre ogni competizione nel pensiero.
Dimentica la tua debolezza mortale nata dal sogno. Svegliati e sappi che tu e Dio siete uno.
In India c’è una storia di un giovane che stava morendo e, udendo i singhiozzi del dolore attorno a lui, gridò: «Non insultatemi con le vostre grida di compassione. Quando io spicco il volo verso la terra della luce e dell’amore eterni, sarò io a sentire per voi. Per me, la malattia, lo spezzarsi delle ossa, il dolore e i tormenti del cuore non esistono più. Io sogno gioia, scivolo nella gioia, respiro gioia per sempre».
Quando un uomo, mentre sta sognando, diventa consapevole di stare sognando, non è più identificato con i fenomeni; non ne è colpito né con esultanza né con tristezza. Dio sogna consapevolmente la Sua rappresentazione cosmica e non ne è influenzato dalle sue dualità. Uno yogi che percepisce il suo vero sé come separato dai sensi attivi e dai loro oggetti non si attacca mai a nulla. È consapevole della natura-sogno dell’universo e lo osserva senza restarne invischiato nella sua complessità, pur essendo effimero.
Cammini sulla terra come in un sogno. Il nostro mondo è un sogno dentro un sogno; devi realizzare questo, perché trovare Dio è l’unico scopo, l’unico motivo per cui sei qui. Per Lui soltanto esisti. Devi trovarLo.