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Citazioni sulla Comprensione da Jiddu Krishnamurti

  • Senza comprendere il processo del sé, non c’è base per il pensiero; non c’è base per un pensiero giusto.
  • Ciò che serve, più che scappare o controllare o reprimere o qualsiasi altra resistenza, è comprendere la paura: significa osservarla, conoscerla, entrarci direttamente in contatto. Dobbiamo imparare la paura, non come fuggirla.
  • La conoscenza è una dipendenza, come l’alcol; la conoscenza non porta comprensione. La conoscenza si può insegnare, ma non la saggezza; serve libertà dalla conoscenza perché arrivi la saggezza.
  • La meditazione non è un ritiro dalla vita. La meditazione è un processo di comprensione di se stessi.
  • Qualunque autorità, di qualsiasi tipo, soprattutto nel campo del pensiero e della comprensione, è la cosa più distruttiva e malvagia. I leader distruggono i seguaci e i seguaci distruggono i leader. Devi essere il tuo stesso maestro e il tuo stesso discepolo. Devi mettere in discussione tutto ciò che l’uomo ha accettato come prezioso, come necessario.
  • La comprensione del Sé nasce solo nella relazione: osservando te stesso in relazione a persone, idee e cose; agli alberi, alla terra e al mondo che ti circonda e che è dentro di te. La relazione è lo specchio in cui il Sé si rivela. Senza conoscenza di sé non c’è base per un pensiero e un’azione giusti.
  • Fare la domanda “giusta” è molto più importante che ricevere la risposta. La soluzione di un problema sta nella comprensione del problema; la risposta non è fuori dal problema, è nel problema.
  • C’è un’efficienza ispirata dall’amore che va molto oltre ed è molto più grande dell’efficienza dell’ambizione; e senza amore, che porta una comprensione integrata della vita, l’efficienza genera spietatezza.
  • Quando la mente è rilassata, non più impegnata nello sforzo, quando per pochi secondi tace, allora il problema si rivela e si risolve. Accade quando la mente è ferma, nell’intervallo tra due pensieri, tra due risposte. In quello stato, nasce la comprensione.
  • Non so se hai mai notato che più ti sforzi di capire, meno capisci qualsiasi problema. Ma nel momento in cui smetti di lottare e lasci che il problema ti racconti l’intera storia, gli dai tutto il suo significato—allora c’è comprensione, e ovviamente, per capire, la mente deve essere quieta.
  • La solitudine non è isolamento, e non è nemmeno unicità. Essere unici significa soltanto essere eccezionali in qualche modo; ma essere completamente soli richiede un’attenzione straordinaria, un’intelligenza, una comprensione.
  • Nella consapevolezza non c’è divenire, non c’è fine da raggiungere. C’è una silenziosa osservazione senza scelta e senza condanna, dalla quale nasce la comprensione.