Nel cammino spirituale comprendi che la sofferenza diventa qualcosa che ti è stato dato per mostrarti dove la tua mente è ancora bloccata. È un veicolo per aiutarti a metterti al lavoro. Ecco perché si chiama grazia.
La sofferenza mostra soltanto a cosa sei attaccato. Per questo, per chi è sul cammino, la sofferenza è grazia.
Il dolore del mondo ci brucerà e ci spezzerà il cuore perché non possiamo più tenerlo chiuso. Abbiamo visto troppo ormai. In una certa misura ci siamo consegnati al servizio e siamo disposti a pagare il prezzo della compassione. Ma con essa viene la gioia di un singolo gesto premuroso. Con essa viene l’onore di partecipare a un processo generoso in cui ogni giorno uno si eleva e fa ciò che può. Con essa arriva la grazia semplice e unica di essere uno strumento d’Amore, in qualunque forma, per qualunque fine.
Siamo addestrati attraverso le nostre incarnazioni—addestrati a cercare l’amore, addestrati a cercare la luce, addestrati a vedere la grazia nella sofferenza.