Chiediti se il compimento dell’obiettivo che hai scelto costituirà successo. Che cos’è il successo? Se hai salute e ricchezza, ma hai problemi con tutti (incluso te stesso), la tua vita non è una vita riuscita. L’esistenza diventa inutile se non riesci a trovare felicità. Quando perdi la ricchezza, perdi un po’; quando perdi la salute, perdi qualcosa di più importante; ma quando perdi la pace della mente, perdi il tesoro più alto.
Il successo non si misura giustamente con gli standard mondani di ricchezza, prestigio e potere. Nessuna di queste cose dona felicità, a meno che non siano usate nel modo giusto. Per usarle nel modo giusto bisogna possedere saggezza e amore per Dio e per l’uomo.
Sri Yukteswar prendeva spesso in tono bonario le concezioni comuni, spesso insufficienti, del rinunciare. “Un mendicante non può rinunciare alla ricchezza”, diceva il Maestro. “Se un uomo si lamenta: ‘La mia attività è fallita; mia moglie mi ha lasciato; rinuncerò a tutto e entrerò in un monastero’, a quale sacrificio mondano sta forse alludendo? Non ha rinunciato a ricchezza e amore: sono stati loro a rinunciare a lui!” D’altra parte, santi come Gandhi hanno compiuto non solo sacrifici materiali tangibili, ma anche la rinuncia più difficile: quella alle motivazioni egoistiche e al fine privato, fondendo il loro intimo essere nel grande fiume dell’umanità.
Il successo non si misura giustamente con ricchezza, prestigio e potere. Il successo si misura con il metro della felicità.