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Citazioni sull'inconscio da Carl Jung

  • La quadratura del cerchio è uno stadio verso l’inconscio: un punto di transizione che conduce a un obiettivo ancora non formulato oltre di esso. È uno di quei cammini verso il centro.
  • Nei prodotti dell’inconscio scopriamo simboli di mandala: figure circolari e di quaternità che esprimono l’unità/totalità; e ogni volta che desideriamo esprimere la totalità, usiamo proprio tali figure.
  • Solo attraverso la psiche possiamo stabilire che Dio agisce su di noi, ma non siamo in grado di distinguere se queste azioni provengano da Dio o dall’inconscio. Non possiamo sapere se Dio e l’inconscio siano due entità diverse. Entrambi sono concetti-limite per contenuti trascendentali. Tuttavia, empiricamente, si può stabilire con un sufficiente grado di probabilità che nell’inconscio esista un archetipo di totalità.
  • L’inconscio dell’uomo… contiene tutti i modelli di vita e di comportamento ereditati dai suoi antenati, così che ogni bambino umano, prima della coscienza, possiede un potenziale sistema di funzionamento psichico adattato.
  • Il più grande peccato è essere inconsapevoli.
  • L’inconscio è l’unica fonte disponibile dell’esperienza religiosa. Questo non significa che ciò che chiamiamo inconscio sia identico a Dio, né che sia posto al suo posto. È semplicemente il mezzo attraverso cui l’esperienza religiosa sembra fluire. Quanto alla causa ulteriore di tale esperienza, la risposta sta oltre la portata della conoscenza umana.
  • L’analisi dei sogni regge o crolla con [l’ipotesi dell’inconscio]. Senza di essa, il sogno sembra soltanto un capriccio della natura, un insieme senza senso di frammenti di memoria rimasti dagli avvenimenti della giornata.
  • Il nostro inconscio è la chiave delle nostre ricerche nella vita.
  • Gran parte del male nel mondo deriva dal fatto che l’uomo, in generale, è incoscientemente senza speranza.
  • L’angelo personifica qualcosa di nuovo che nasce dall’inconscio profondo.
  • Ognuno porta un’ombra, e quanto meno essa è incarnata nella vita consapevole dell’individuo, tanto più è nera e densa. In ogni caso, forma un intralcio inconscio che ostacola le nostre migliori intenzioni.
  • Se deve avvenire un’unione tra opposti come spirito e materia, conscio e inconscio, luce e oscurità, e così via, accadrà in una terza cosa: non un compromesso, ma qualcosa di nuovo che rappresenta l’incontro.
  • La differenza tra il processo di individuazione “naturale”, che si svolge inconsapevolmente, e quello realizzato consapevolmente è enorme. Nel primo caso la coscienza non interviene in nessun punto; la fine resta oscura quanto l’inizio. Nel secondo caso, tanta oscurità viene alla luce che la personalità si permea di luce e la coscienza necessariamente si amplia e guadagna profondità e visione. L’incontro tra conscio e inconscio deve garantire che la luce che brilla nell’oscurità non sia soltanto compresa dall’oscurità, ma la comprenda.
  • Finché non rendi consapevole l’inconscio, esso dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai destino.
  • L’acqua è il simbolo più comune dell’inconscio.
  • Assunzioni o opinioni inconsce sono il peggior nemico della donna; possono persino crescere fino a diventare una passione positivamente demoniaca che esaspera e disgusta gli uomini, e fa alla donna stessa il danno più grande, soffocando gradualmente il fascino e il significato della sua femminilità e spingendola sullo sfondo. Uno sviluppo del genere finisce naturalmente in una profonda disunione psicologica, in breve, in una nevrosi.
  • L’inconscio collettivo contiene l’intera eredità spirituale dell’evoluzione dell’umanità, nata di nuovo nella struttura cerebrale di ogni individuo.
  • L’inconscio non è soltanto cattivo per natura: è anche la fonte del sommo bene. Non solo buio, ma anche luce; non solo bestiale, semiumano e demoniaco, ma anche sovrumano, spirituale e—nel senso classico della parola—“divino”.
  • I grandi problemi della vita—la sessualità, naturalmente, tra gli altri—sono sempre collegati alle immagini primordiali dell’inconscio collettivo. Queste immagini sono davvero fattori di equilibrio o compensazione che corrispondono ai problemi che la vita presenta nella realtà. Non c’è da stupirsi: queste immagini sono depositi che rappresentano l’esperienza accumulata di migliaia di anni di lotta per adattamento ed esistenza.