Una direzione spirituale totale, data all’intera vita e all’intera natura, può soltanto sollevare l’umanità oltre se stessa… È solo la piena emersione dell’anima, la piena discesa della luce e della forza native dello Spirito e la conseguente sostituzione o trasformazione e elevazione della nostra natura mentale e vitale insufficiente con una Supernatura spirituale e sovramentale che può compiere questo miracolo evolutivo.
Solo l’anima nuda e senza vergogna può essere pura e innocente, come lo era Adamo nel giardino primordiale dell’umanità.
Lo yoga che pratichiamo non è solo per noi stessi, ma per il Divino; il suo scopo è realizzare la volontà del Divino nel mondo, compiere una trasformazione spirituale e far discendere una natura divina e una vita divina nella natura mentale, vitale e fisica e nella vita dell’umanità. Il suo obiettivo non è la liberazione personale (Mukti) — anche se la Mukti è una condizione necessaria dello yoga — bensì la liberazione e la trasformazione dell’essere umano. Non è la beatitudine personale (Ananda), ma il far discendere l’Ananda divino — il regno dei cieli di Cristo, il nostro Satyayuga — sulla terra.
Ci sono quattro grandi eventi nella storia: l’assedio di Troia, la vita e la crocifissione di Cristo, l’esilio di Krishna a Brindaban e il colloquio sul campo di Kurukshetra. L’assedio di Troia creò l’Ellade; l’esilio a Brindaban creò la religione devozionale (poiché prima c’erano solo meditazione e culto); Cristo dalla sua croce umanizzò l’Europa; il colloquio a Kurukshetra libererà ancora l’umanità.
La questione più vitale del nostro tempo è se il futuro progresso dell’umanità debba essere governato dalla moderna mente economica e materialista dell’Occidente, oppure da un pragmatismo più nobile, guidato, elevato e illuminato dalla cultura spirituale e dalla conoscenza.