È quando restiamo intrappolati in flussi incessanti di pensiero compulsivo che, per noi, l’universo davvero si disintegra e perdiamo la capacità di percepire l’interconnessione di tutto ciò che esiste.
In ultima analisi non esiste qualcosa come “la mia coscienza”, ma soltanto l’unica coscienza. E percepire la tua connessione con l’uno (io la percepisco continuamente, ed è per questo che posso dire di saperlo con certezza) significa sentire quella connessione con l’unica coscienza che permea l’universo. In alcune tradizioni la chiamano Dio. Sentire questo ti libera dalla paura, dall’ansia, e ti porta in un luogo di pace molto profonda—ma anche di una vitalità accresciuta.
Tu non sei solo un frammento senza senso in un universo estraneo, sospeso per poco tra la vita e la morte, concesso a pochi brevi piaceri seguiti dal dolore e infine dall’annientamento.
Il tuo scopo interiore è una parte essenziale dello scopo dell’intero universo e della sua intelligenza che emerge. Il tuo scopo esteriore può cambiare nel tempo. Varia molto da persona a persona. Trovare e vivere in allineamento con lo scopo interiore è la base per realizzare lo scopo esteriore. È il fondamento del vero successo.
Se sei contento di essere nessuno in particolare, contento di non distinguerti, ti allinei con la potenza dell’universo. Ciò che all’ego appare come debolezza è in realtà l’unica vera forza. Questa verità spirituale è diametralmente opposta ai valori della nostra cultura contemporanea e al modo in cui condiziona le persone a comportarsi.
Tu sei l’Universo che si esprime come essere umano per un breve momento.