Il significato e lo scopo della danza è la danza. Come la musica, si compie in ogni momento del suo corso. Non si suona una sonata per arrivare all’accordo finale, e se il significato delle cose fosse soltanto nei fini, i compositori scriverebbero solo finali.
Per la perfetta riuscita di qualunque arte devi portare questa sensazione dell’eterno presente nelle ossa—perché è il segreto del giusto tempo. Niente fretta. Niente indugio. Solo il senso di fluire con il corso degli eventi, come quando danzi con la musica: né cercando di superarla, né restando indietro. Affrettarsi e rimandare sono modi uguali per cercare di resistere al presente.
Pensa a un brano musicale—magari a una grande sinfonia—non ci aspettiamo che migliori mentre si sviluppa, né che il suo scopo sia soltanto di raggiungere l’ultimo crescendo. La gioia si trova nell’ascoltare la musica, momento dopo momento.
La vita è come la musica, per se stessa. Viviamo in un eterno Ora, e quando ascoltiamo musica non stiamo ascoltando il passato, non stiamo ascoltando il futuro: stiamo ascoltando un presente espanso.
Quando danzi, il punto è il viaggio stesso; come quando suoni musica, il punto è il suonare. E la stessa cosa vale esattamente nella meditazione. Meditare è scoprire che il senso della vita è sempre già raggiunto nell’istante immediato.
Il suono della pioggia non ha bisogno di traduzione. Nella musica non si fa della fine della composizione il punto della composizione… Allo stesso modo, nella danza non miri a un punto particolare della stanza… Il senso di tutta la danza è la danza.
Quando danzi, il punto è il viaggio stesso; come quando suoni musica, il punto è suonare.
Non c’è nulla di sbagliato nel meditare solo per meditare, come ascoltare musica solo per la musica. Se vai ai concerti per “farti cultura” o per migliorare la mente, ti siederai lì sordo come un palo.
Pensavamo alla vita come a un viaggio, un pellegrinaggio, con uno scopo serio alla fine: arrivare a quell’arrivo, al successo o a qualunque cosa sia—forse il paradiso dopo la morte. Ma abbiamo mancato il punto lungo tutto il cammino. Era una cosa musicale: mentre la musica veniva suonata, ti si chiedeva di cantare o di danzare.
Nessuno immagina che una sinfonia debba migliorare mentre procede, o che l’intero scopo dell’esecuzione sia arrivare al finale. Il senso della musica si scopre in ogni momento di esecuzione e di ascolto. È così, credo, per gran parte della nostra vita: se siamo assorbiti in modo eccessivo dal “migliorarla”, potremmo perfino dimenticare di viverla.
Per comprendere la musica devi ascoltarla. Ma finché pensi: «Sto ascoltando questa musica»...