Kabir

Kabir

Poeta mistico influente che ha colmato le tradizioni spirituali indù-musulmane.

Un tessitore di bassa casta che divenne un poeta mistico rivoluzionario, colmando le tradizioni spirituali indù e musulmane attraverso penetranti versi filosofici che tagliavano l'ipocrisia religiosa e le divisioni sociali. La sua poesia cruda e intransigente sfidava le rigide ortodossie religiose del suo tempo, enfatizzando l'esperienza spirituale diretta rispetto alle pratiche ritualistiche. Gli insegnamenti di Kabir hanno sottolineato l'unità fondamentale dell'esperienza umana, criticando sia gli establishment indù che musulmani, offrendo al contempo una visione spirituale profonda e inclusiva.

Kabir Citazioni sul Corpo

  • Sii quieto nella tua mente, quieto nei tuoi sensi, e anche quieto nel tuo corpo. Poi, quando tutto questo è quieto, non fare nulla. In quello stato la verità si rivelerà a te.
  • È tempo di montare un’altalena d’amore! Lega il corpo e poi lega la mente, così che oscillino tra le braccia del Segreto Uno che ami. Porta agli occhi l’acqua che cade dalle nuvole e copriti interamente con l’ombra della notte. Porta il volto vicino al suo orecchio e poi parla soltanto di ciò che desideri profondamente che accada.
  • Il Nada si trova dentro. È una musica senza corde che suona nel corpo. Penetra dentro e fuori e ti allontana dall’illusione.
  • Non andare nel giardino dei fiori! O amico, non andarci; nel tuo corpo c’è il giardino dei fiori. Prendi posto sui mille petali del loto e lì contempla l’infinita bellezza.
  • Allora sii forte e entra nel tuo corpo; lì hai un posto solido per i piedi. Pensaci bene! Non andare da qualche altra parte! …butta via tutti i pensieri di cose immaginarie e resta saldo in ciò che sei.
  • Dentro il corpo risuona una Musica senza fine, anche se senza strumenti a corde. Questa musica della Parola pervade tutta la creazione. Chi l’ascolta è liberato da ogni illusione.
  • Prendi una brocca piena d’acqua e posala nell’acqua—ora ha acqua dentro e acqua fuori. Non dobbiamo darle un nome, per evitare che le persone sciocche ricomincino a parlare del corpo e dell’anima.
  • C’è una luna nel mio corpo, ma non riesco a vederla! Una luna e un sole. Un tamburo mai toccato dalle mani, che batte, e non riesco a sentirlo!