Adi Shankara Citazioni
Quando arriva l’ultimo respiro, la grammatica non può fare nulla.
Conoscendo il Brahman si ottiene l’Immortalità qui [in questo corpo]. Non c’è altra via per raggiungerla.
Solo Brahman è reale; il mondo è l’apparenza [di Brahman]. E, in ultima analisi, non c’è differenza tra Brahman e Atman, il Sé individuale.
Chi conosce questo Brahman, nascosto nella caverna del cuore, recide anche qui il nodo dell’ignoranza.
Parole alte, abbondanza di discorsi e abilità nell’esporre le scritture sono solo per il godimento dei dotti. Non conducono alla liberazione.
Come una pietra, un albero, una paglia, un chicco, un tappeto, un tessuto, una pentola e così via, quando vengono bruciati si riducono a terra (da cui provenivano), così il corpo e i suoi organi di senso, bruciati nel fuoco della Conoscenza, diventano Conoscenza e vengono assorbiti nel Brahman, come l’oscurità nella luce del sole.
Ma il jiva [l’essere vivente] è dotato di ego e la sua conoscenza è limitata, mentre Ishwar è senza ego ed è onnisciente.
Per liberarsi dalla schiavitù, la persona saggia deve praticare la discriminazione tra l’Uno-Stesso e l’ego. Solo così diventerai pieno di gioia, riconoscendo il Sé come Essere Puro, Coscienza e Beatitudine.
La realtà si può sperimentare solo con l’occhio della comprensione, non soltanto con la mente dello studioso.
Il mondo, come un sogno pieno di attaccamenti e avversioni, sembra reale finché non ci si risveglia.
Il testimone degli stati di coscienza [veglia, sogno e sonno profondo] e della natura dell’Esistenza-Coscienza-Beatitudine è il Sé.
Le catene del cuore si spezzano, tutti i dubbi si risolvono e tutte le opere cessano di non dare frutto, quando si contempla Lui (Brahman), che è sia alto sia basso.
La Conoscenza di Sé è la forma migliore di conoscenza; è la più alta di tutte le scienze, perché attraverso di essa si raggiunge l’Immortalità.
L’anima incarnata, avendo realizzato la verità sul Sé, diventa libera dal dolore e ottiene l’obiettivo desiderato.
Che illusione, che dolore, può esserci per colui che contempla l’unità [tra jiva e Brahman]?
Attraverso la riflessione, il ragionamento e le istruzioni dei maestri, la verità è conosciuta. Non con abluzioni, non con donazioni, né con il compiere centinaia di esercizi di controllo del respiro.
Che cos’è l’indagine sulla Verità? È la ferma convinzione che il Sé è reale e che tutto ciò che è altro da Quello è irreale.
Ho vissuto tutta la mia vita senza vincere nulla e, all’improvviso, dopo anni di duro lavoro, i miei sogni si sono avverati tutti insieme. Non sapevo come farci i conti. Sembrava che il mondo cambiasse il suo rapporto con me, mentre io ero rimasto lo stesso.
Rinuncia all’identificazione con questo ammasso di carne e anche con ciò che lo considera un ammasso. Entrambi sono immaginazioni intellettuali. Riconosci il tuo vero Sé come consapevolezza non differenziata, non influenzata dal tempo, dal passato, dal presente o dal futuro, ed entra nella Pace.
Gli dèi e i veggenti di un tempo che lo conoscevano (Brahman) raggiunsero una pace eterna—e non gli altri.
Se non lo conosce qui (Atman), lo attende una grande rovina.
Chi conosce così questa Upanishad si libera da ogni peccato e si stabilisce saldamente nell’Infinito e nel più alto Cielo.
Chi conosce l’Essere imperituro, luminoso, senza ombra, senza corpo, senza colore, ottiene davvero il Supremo.
Controlla i sensi e la mente e guarda il Signore dentro il tuo cuore.
Il fuoco della Conoscenza riduce ogni opera in cenere.
