L’intera vita dell’ego personale è continuamente in presa del “volere”, cioè un tentativo di cercare appagamento dei desideri attraverso cose che cambiano e svaniscono. Ma non può esserci un appagamento reale attraverso ciò che è transitorio.
La sofferenza è essenziale per eliminare l’ego, così come per lavare via la macchia dal mio cappotto era necessario strofinare e strofinare.
Quando dipingi, dimentichi tutto tranne il tuo oggetto. Quando ti ci immergi troppo, ti perdi in esso. E quando ti perdi in esso, l’ego diminuisce. E quando l’ego diminuisce, appare l’amore infinito.
Ci sono pochissime cose nella mente che consumano tanta energia quanto la preoccupazione. È una delle cose più difficili da non fare. La preoccupazione si prova quando le cose vanno storte, ma rispetto a ciò che è accaduto nel passato è inutile soltanto desiderare che fosse andata diversamente. Il passato congelato è quello che è, e nessuna preoccupazione lo renderà diverso da ciò che è. Ma la mente ego-limite si identifica con il suo passato, vi si impiglia e mantiene vive le pene dei desideri frustrati.
Lo scopo del progresso spirituale non è tanto le “opere”, ma la qualità di una vita libera dalla coscienza dell’ego.