I miti che stanno alla base della nostra cultura e del nostro buon senso non ci hanno insegnato a sentirci identici all’universo, ma solo parti di esso, solo dentro di esso, solo di fronte ad esso—estranei.
Gesù Cristo sapeva di essere Dio. Quindi svegliati e scopri, col tempo, chi sei davvero. Nella nostra cultura, certo, diranno che sei pazzo e che stai bestemmiando, e ti metteranno in prigione o in un manicomio (che è praticamente la stessa cosa). Però se ti svegli in India e lo dici ai tuoi amici e ai tuoi parenti—“Mio Dio, ho appena scoperto che sono Dio”—loro rideranno e diranno: “Oh, congratulazioni: finalmente l’hai scoperto.”
I miti che stanno alla base della nostra cultura e del nostro buon senso non ci hanno insegnato a sentirci identici all’universo, ma solo parti di esso, solo in esso, solo di fronte ad esso—estranei... dentro non so quanti anni, ma non troppo a lungo, diventerà buon senso di base che tu non sei un essere estraneo che affronta un mondo esterno che non è te, ma che quasi ogni persona intelligente avrà la sensazione di essere un’attività dell’intero universo.
Il buddhismo… non è una cultura, ma una critica della cultura: una rivoluzione nonviolenta duratura, o una “opposizione leale” alla cultura in cui è coinvolto.
Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente viene percepito come nient’altro che una sottilissima linea tra un passato causale e un futuro assorbente e immensamente importante. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi interamente occupata da memoria e aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c’è e non ci sarà alcuna esperienza diversa dall’esperienza presente. Perciò siamo fuori contatto con la realtà.
Non c’è nulla di sbagliato nel meditare solo per meditare, come ascoltare musica solo per la musica. Se vai ai concerti per “farti cultura” o per migliorare la mente, ti siederai lì sordo come un palo.
Una cultura meno “da cervello” imparerebbe a sincronizzare i ritmi del corpo, più che gli orologi.
Viviamo in una cultura in cui ci è stato inculcato in ogni modo possibile che morire è una cosa terribile. E questo è una terribile malattia di cui la nostra cultura, in particolare, soffre.
Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo.