Maimonides

Maimonides

Filosofo e studioso ebraico.

Un filosofo medievale, medico e studioso di legge i cui scritti cercarono di armonizzare la tradizione religiosa con la ragione e la filosofia. La sua opera più influente esplora profonde domande su Dio, l'etica e la natura dell'esistenza. Ebbe un profondo impatto sia sul pensiero ebraico che sulle tradizioni filosofiche più ampie, sostenendo l'indagine razionale accanto alla devozione religiosa.

Maimonides Citazioni

  • Chiunque sia affidato a una missione è un angelo.
  • Chi è nel dolore trova conforto nel pianto e nel risvegliare il proprio dolore, finché il corpo è troppo stanco per reggere le emozioni interiori.
  • Più una cosa è necessaria agli esseri viventi, più facilmente si trova e più è economica; meno è necessaria, più è rara e preziosa.
  • La conoscenza di Dio, la formazione delle idee, la padronanza del desiderio e della passione, la distinzione tra ciò che va scelto e ciò che va rifiutato: tutto questo l’uomo lo deve alla sua forma.
  • Ora mi chiedo: cosa ha in comune la nostra conoscenza con la conoscenza di Dio, secondo coloro che trattano la conoscenza di Dio... C’è qualcosa di comune a entrambe oltre al semplice nome? ... c’è una distinzione essenziale tra la Sua conoscenza e la nostra, come la differenza tra la sostanza dei cieli e quella della terra.
  • Attieniti con fermezza alla tua parola.
  • L’anima è soggetta a salute e malattia, così come il corpo. La salute e la malattia di entrambe… dipendono senza dubbio da credenze e costumi, propri dell’umanità.
  • Sappi che le difficoltà che portano confusione nella domanda sullo scopo dell’Universo o di una qualsiasi delle sue parti nascono da due cause: prima, l’uomo ha un’idea errata di sé e crede che tutto il mondo esista soltanto per il suo bene; seconda, ignora sia la natura del mondo sublunare, sia l’intenzione del Creatore di dare esistenza a tutti gli esseri la cui esistenza è possibile, perché l’esistenza è senza dubbio un bene.
  • Un uomo saggio è un bene per una nazione più grande di un re.
  • Soffriamo dei mali che, per nostra libera volontà, infliggiamo a noi stessi e poi attribuiamo a Dio, che invece è lontanissimo dall’essere collegato a tutto questo!
  • I Mutakallemim... applicano il termine non-esistenza solo alla non-esistenza assoluta, e non all’assenza di proprietà. Una proprietà e l’assenza di quella proprietà sono considerate da loro due opposti; trattano, ad esempio, cecità e vista, morte e vita, allo stesso modo in cui trattano caldo e freddo. Perciò dicono, senza alcuna qualificazione, che la non-esistenza non richiede alcun agente: un agente è richiesto quando qualcosa viene prodotto.
  • La seconda classe dei mali comprende quei mali che le persone si causano a vicenda, per esempio quando alcuni usano la propria forza contro altri. Questi mali sono più numerosi di quelli del primo tipo… e hanno origine anche in noi stessi, anche se chi soffre non può evitarli.
  • La Divina Provvidenza è connessa all’influsso intellettuale divino; e le stesse creature che ne traggono beneficio fino a diventare intellettuali e a comprendere ciò che è comprensibile agli esseri razionali, sono anche sotto il controllo della Divina Provvidenza, che esamina tutte le loro azioni con l’intento di ricompensarle o punirle. …il cui metodo la nostra mente non è capace di comprendere.
  • Nessuno viene mai impoverito donando carità.
  • Quando leggi questo trattato, considera che la percezione mentale, poiché è connessa alla materia, è soggetta a condizioni simili a quelle a cui è soggetta la percezione fisica.
  • Il tuo scopo… dovrebbe sempre essere conoscere… l’intero che era destinato a essere conosciuto.
  • Sii convinto che, se l’uomo potesse raggiungere la fine senza studi preparatori, quegli studi non sarebbero preparatori ma sarebbero noiosi e del tutto superflui.
  • In sintesi: sono l’uomo che, quando la preoccupazione lo premeva e la via gli si restringeva, non trovando altro mezzo per insegnare una verità dimostrabile se non soddisfacendo un solo uomo virtuoso, scontentando diecimila ignoranti—sono colui che preferisce rivolgersi a quel singolo uomo da solo, e non presta attenzione alle accuse di quelle molte creature.
  • Ora occupiamo una posizione umile, sia nello spazio sia nel rango, rispetto alla sfera celeste; e l’Onnipotente è il Più Alto non nello spazio, ma rispetto all’esistenza assoluta, alla grandezza e al potere.
  • Ogni ignorante immagina che tutto ciò che esiste esista in vista del proprio bene individuale; è come se non esistesse nulla se non lui. E se gli accade qualcosa contro ciò che desidera, emette il giudizio netto che tutto ciò che esiste è un male.
  • Tutto ciò vale per le facoltà intellettuali dell’uomo. C’è una differenza considerevole tra una persona e l’altra riguardo a queste facoltà, come è noto ai filosofi.
  • Dio, che precede ogni esistenza, è un rifugio.
  • Tutti gli attributi attribuiti a Dio sono attributi delle sue azioni e non implicano che Dio abbia qualità.
  • Il silenzio è la maturazione della saggezza.
  • Ogni uomo le cui qualità caratteriali stanno tutte nel mezzo è chiamato saggio.