Nessuno riesce senza sforzo… chi riesce deve il proprio successo alla perseveranza.
L’indagine sul Sé è il processo e anche il fine. “Io sono” è il fine e la realtà finale. Tenerlo con sforzo è indagine sul Sé. Quando diventa spontanea e naturale, è realizzazione.
Secondo la prarabdha di ciascuno, l’Uno la cui funzione è ordinare fa sì che ognuno agisca. Ciò che non accadrà non accadrà mai, qualunque sforzo si possa mettere. E ciò che accadrà non mancherà di accadere, per quanto si cerchi di impedirlo. Questo è certo. La parte della saggezza, dunque, è restare in quiete.
Non c’è nulla di più semplice che essere il Sé. Non richiede sforzo, né aiuto. Bisogna lasciare l’identità sbagliata e dimorare nel proprio stato eterno, naturale, intrinseco.