Paramahamsa Prajnanananda

Paramahamsa Prajnanananda

Maestro di Kriya Yoga.

Questo venerato insegnante spirituale è noto per la sua enfasi sull'applicazione pratica dei principi spirituali e la sua dedizione al sentiero dell'autorealizzazione. I suoi insegnamenti si concentrano spesso sull'integrazione della saggezza spirituale antica con pratiche contemporanee, rendendo i concetti spirituali profondi accessibili e rilevanti per i cercatori moderni. Attraverso la sua guida, molti hanno esplorato dimensioni più profonde della propria coscienza e raggiunto maggiore chiarezza e realizzazione nel loro viaggio spirituale. Il suo approccio è caratterizzato da un impegno per la crescita personale e una profonda comprensione del potere trasformativo delle pratiche spirituali, ispirando gli individui a perseguire un percorso di armonia interiore e autoscoperta.

Paramahamsa Prajnanananda Citazioni sul Corpo

  • Anche se le gopi avevano obbedito, avevano ancora molti dubbi. Come poteva dividersi il fiume se ciò che dicevano non era vero? In effetti, la risposta è che era tutto una questione di “fare”. Se la tua mente dice: “L’ho fatto io”, devi ricevere il risultato della tua azione. Ma ricordati: è cruciale capire che il “fare” nasce dall’interno, non dicendolo con la bocca. Se si ha lo stato di conoscenza per cui ogni lavoro è fatto dal corpo e dai sensi, si è liberi dalle conseguenze.
  • Il Tantra Jnana Sankalini ci insegna che la vastità dell’intero universo risiede dentro il corpo umano, relativamente piccolo.
  • Viviamo in un corpo che è come una casa in cui possiamo vivere durante una sola vita. Alcuni amano il corpo e vi si attaccano. Alcuni considerano il corpo come tutto; e alcuni perfino pensano: “Io sono il corpo”. Alcune persone potrebbero non amare o non gradire il proprio corpo. Senza dubbio ci si può chiedere perché così tante persone non piacciano al proprio corpo, visto che l’hanno scelto. La loro sofferenza è il risultato della loro stessa ignoranza. In verità, ogni sofferenza deriva dall’ignoranza. “Non mi piace questo corpo; voglio cambiarlo. Non sembro bene; sono brutto.”
  • I Veda dichiarano che ciò che si vede nel Cosmo si può vedere anche dentro il corpo umano.
  • La verità è che ogni individuo è imprigionato in un corpo. Un corpo è una prigione, una famiglia è una prigione, il mondo è una prigione, e noi siamo i prigionieri delle nostre stesse menti.
  • “Questo corpo è pre-pensato, pre-programmato.” Prima di nascere in questo mondo progettiamo i nostri corpi. Decidiamo che tipo di corpo vogliamo. Ma non lo ricordiamo; lo abbiamo dimenticato. Decidiamo anche dove nascere: è il nostro piano, non di qualcun altro. Lo stesso vale per il tipo di vita che vogliamo vivere. Quando viaggiamo, decidiamo dove andare. Quando partiamo per un viaggio, organizziamo molte cose. Allo stesso modo, quando viaggiamo sulla Terra, organizziamo e prepariamo i nostri corpi, le nostre famiglie, che tipo di vita avremo; era tutto opera nostra. Per questo si dice: ittham prakalpite dehe: “In questo corpo che è stato pre-pianificato da te”. Dunque non dobbiamo essere infelici con i nostri corpi. Perché? Riceviamo ciò che volevamo. Riceviamo il corpo che desideravamo. Se vogliamo sperimentare la libertà, dobbiamo custodire questo desiderio in noi. Ittham prakalpite dehe: “Questo corpo è il nostro pensiero, la nostra creazione.”
  • Attraverso il nostro karma abbiamo fatto alcuni piani e ci siamo procurati un corpo. Siamo arrivati in questo mondo adornati con ornamenti bellissimi. Quali sono questi ornamenti? Si dice: anadi vasana malah: «Hai una ghirlanda, una collana, fatta di desideri senza inizio». Vasana significa «desideri» e anadi significa «senza inizio»: così abbiamo una bellissima collana di desideri senza inizio, insieme a un’ambizione senza fine. Ma questa ghirlanda non è nuova. Anadi significa che da tempi immemorabili portiamo le vasanas, i desideri, vita dopo vita.
  • Dopo la realizzazione, se un jnani prenda un altro corpo dipende da lui/lei, perché non ha più karma residuo. Prima, però, i cercatori devono decidere se desiderano la realizzazione. Poi devono chiedersi perché la vogliono. Realizzazione significa essere liberi. Liberi da che cosa? Liberi da ogni sofferenza: duhkha nivritti. Se qualcuno è libero da ogni sofferenza, cosa accade? Beatitudine eterna. Se l’obiettivo è raggiungere la beatitudine eterna essendo liberi dalla sofferenza, che il realizzato ritorni o no, se è nello stato di beatitudine, importa se resta o se se ne va?
  • La prima parte del verso dice: ittham prakalpite dehe: “in questo corpo che fu da te pianificato prima della nascita”, pianificato dal tuo stesso karma. Jiva vasati sarvagah: “l’individuo degno e capace di andare ovunque”. Dopo aver contemplato queste parole, dovremmo dubitare della nostra situazione nella vita? Pianifichiamo le nostre vite prima della nascita, così come i nostri corpi, i nostri ambienti e le nostre circostanze. Perciò dovremmo accettare la nostra situazione e assumere con grazia le nostre responsabilità.
  • La mente è vecchia; i desideri sono vecchi. Un corpo fisico può avere solo cinque anni, ma i nostri desideri possono essere di molti anni.