Swami Kripalvananda Citazioni sulla Sadhana
I cinque yama sono: non-violenza, veridicità, non-furto, brahmacharya e non-attaccamento. I cinque niyama sono: purezza, appagamento, studio del Sé, tapas (austerità) e resa a Dio. Yama e niyama sono le prime due componenti degli otto aspetti integrali dello yoga: yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi. La pratica dello yoga (yoga sadhana) può essere compiuta soltanto dentro la fortezza protettiva di yama e niyama. Senza questa base, il cercatore è condannato a disturbi senza fine.
Yama e niyama (restrizioni e osservanze) sono aiuti alla purificazione. Rendono la sadhana più semplice. Se vengono trascurati, durante la sadhana sorgono molti ostacoli e ci vuole molto tempo per sradicare questi mali. Per risparmiare tempo ed energia, è necessario ricorrere a yama e niyama.
Il cercatore che desidera seguire serenamente il corso della sadhana deve rinunciare alla violenza, alla non-verità, al furto, alla promiscuità, all’accumulo, alla gelosia, all’impazienza, alla crudeltà, al mangiare troppo e ad altre impurità. Tutto ciò deve essere evitato e abbandonato, altrimenti ci saranno sempre distrazioni e turbamenti nel praticare la sadhana.
Ci sono innumerevoli asana e mudra. Eppure gli antichi maestri ne hanno dato predominanza a soli dieci. Sono: mulabandha, uddiyanabandha, jalandharbandha, mahamudra, mahavedha, mahabandha, viparitakarani, vajroli, shakticalana e khechari. Queste dieci mudra sono esperienze immortali del kriya yoga. Un vero yogi certamente le realizzerà attraverso una corretta sadhana yogica.
Un aspetto unico della sadhana yoga è che la pratica totale di qualunque tecnica, spontaneamente, fa emergere l’intero spettro delle tecniche yogiche in modo naturale. Di conseguenza, le fasi iniziali dello yoga preparano il terreno per le fasi più avanzate.
