Molto spesso le persone pessimiste parlano contro il proprio desiderio. Vogliono intraprendere un lavoro e dicono: “Lo farò, ma non credo di riuscirci”. Così si ostacolano sul cammino. L’uomo non sa che ogni pensiero lascia un’impronta sulla coscienza e sul ritmo con cui la coscienza opera. Secondo quel ritmo, la riflessione diventa vera e accade; e l’uomo si rivela nemico di se stesso per ignoranza di queste cose.
Ogni essere vivente sulla terra ama la vita più di ogni altra cosa. Anche il più piccolo insetto, la cui vita dura solo un istante, cerca di sfuggire a ogni pericolo per vivere un momento più a lungo. E il desiderio di vivere è più sviluppato nell’uomo.
Il più grande è avere una disposizione verso l’amicizia; essa si esprime nella forma di tolleranza e perdono, nella forma di servizio e fiducia. In qualunque forma lo manifesti, questo è il tema centrale: il desiderio costante di dimostrare il proprio amore per l’umanità, di essere amico di tutti.
Coloro che desiderano insegnare mentre vengono ad imparare non devono presentarsi come discepoli; devono venire come maestri.
La padronanza non consiste soltanto nel quietare la mente, ma nel dirigerla verso qualunque punto desideriamo; nel permetterle di essere attiva fin dove vogliamo; nel usarla per compiere il nostro scopo; e nel farla quieta quando vogliamo quietarla. Chi giunge a questo ha creato il proprio cielo dentro di sé; non ha bisogno di aspettare un cielo nell’aldilà, perché lo ha prodotto ora, nella propria mente.