La spiritualità è molto più ampia di qualsiasi religione particolare. E nelle grandi idee che ora ci stanno arrivando, anche la più grande religione diventa non più di una vasta setta o un ramo dell’unica religione universale: con cui comprenderemo in futuro la ricerca dell’eterno, del divino, del sé più grande, la sorgente dell’unità, e il tentativo dell’uomo di arrivare a qualche equazione, a un’approssimazione sempre maggiore dei valori della vita umana con i valori eterni e divini.
La questione più vitale del nostro tempo è se il futuro progresso dell’umanità debba essere governato dalla moderna mente economica e materialista dell’Occidente, oppure da un pragmatismo più nobile, guidato, elevato e illuminato dalla cultura spirituale e dalla conoscenza.
I veggenti dell’antica India, nelle loro sperimentazioni e nei loro sforzi di addestramento spirituale e nella conquista del corpo, hanno perfezionato una scoperta che, per importanza per il futuro della conoscenza umana, oscura le divinazioni di Newton e Galileo. E persino la scoperta del metodo induttivo e sperimentale in Scienza non fu più determinante.
Non appartenere alle albe del passato, ma ai mezzogiorni del futuro.