Chiediti se il compimento dell’obiettivo che hai scelto costituirà successo. Che cos’è il successo? Se hai salute e ricchezza, ma hai problemi con tutti (incluso te stesso), la tua vita non è una vita riuscita. L’esistenza diventa inutile se non riesci a trovare felicità. Quando perdi la ricchezza, perdi un po’; quando perdi la salute, perdi qualcosa di più importante; ma quando perdi la pace della mente, perdi il tesoro più alto.
Se la morte fosse la fine, allora non c’è Dio e non ci sono maestri realizzati—è tutto un branco di menzogne. I grandi non ti spingerebbero a diventare migliore: a che servirebbe, se buono o cattivo, alla fine della vita siamo tutti scartati? Quale valore avrebbero allora le scritture? Non ci sarebbe alcuna giustizia se questa esistenza presente fosse tutto ciò che c’è per ogni vita individuale. E le anime di coloro che hanno vissuto solo pochi anni, o che hanno vissuto in corpi ciechi o menomati?
Chi ha realizzato l’unità con Dio possiede tutta la conoscenza contenuta in Lui. Conoscendo il Signore come Inizio e Fine di tutti gli esseri e di tutti i mondi, un vero Brahmino ha conoscenza dell’aldilà e del funzionamento della natura su questo piano dell’esistenza.
La morte non è un annullamento dell’esistenza, una fuga finale dalla vita; e non è neppure la porta dell’immortalità. Chi ha fuggito il proprio Sé nei piaceri terreni non lo ritroverà tra le seduzioni impalpabili di un mondo astrale. Là accumula soltanto percezioni più sottili e risposte più sensibili al bello e al bene, che sono una cosa sola. È su quest’incudine della terra grossolana che l’uomo in lotta deve battere l’oro incorruttibile dell’identità spirituale.
Lo Spirito vibra nella materia; perciò esistono sia Spirito sia materia. Tuttavia la materia non esiste nel modo in cui appare a noi. Esiste come la vediamo grazie alla forza ingannevole di maya, che fa sembrare lo Spirito indivisibile finito e divisibile in tutte le apparenze. La materia ha un’esistenza illusoria come quella di un miraggio nel deserto.