Il tempo è solo un’ombra, un sogno; eppure Dio ci vede già nella gloria e gioisce della nostra beatitudine eterna. Come aiuta questa idea la mia anima! Capisco allora perché Lui ci lascia soffrire.
Nonostante questa prova, che mi toglie ogni godimento, io non posso tuttavia fare a meno di gridare: «Signore, Tu mi riempi di gioia in tutto ciò che fai. Perché c’è una gioia più grande che soffrire per amore?»
La vita è solo un sogno: presto ci sveglieremo. E che gioia! Più grandi sono le nostre sofferenze, più illimitata è la nostra gloria. Oh! non sprechiamo la prova che Gesù ci manda.
Quanto amavo i banchetti!… Amavo soprattutto le processioni in onore del Santissimo Sacramento. Che gioia era per me gettare fiori ai piedi di Dio!… Non sono mai stato così felice come quando vidi le mie rose toccare la sacra Ostensorio.
Per un solo dolore sopportato con gioia, ameremo per sempre di più il buon Dio.
Che gioia ricordare che Lei è nostra Madre! Poiché ci ama e conosce la nostra debolezza, di cosa dovremmo avere paura?
Io mi accontento soltanto di trovarmi sempre imperfetto, e in questo trovo la mia gioia. Le azioni buone non contano nulla, se sono fatte senza amore.
Più si avanza, più si vede che l’obiettivo è ancora lontano. E ora mi rassegno semplicemente a vedermi sempre imperfetto, e in questo trovo la mia gioia.
La preghiera è un anelito del cuore: uno sguardo semplice rivolto al cielo, un grido di gratitudine e amore nel mezzo della prova così come nella gioia; infine è qualcosa di grande e soprannaturale, che espande la mia anima e la unisce a Gesù.
Per me, pregare significa lanciarsi dal cuore verso Dio; significa sollevare gli occhi, semplicemente, verso il cielo, un grido di amore grato, dalla cima della gioia o dal fondo della disperazione; è una forza vasta e soprannaturale che apre il mio cuore e mi stringe vicino a Gesù.
Quando ci aspettiamo solo sofferenza, la minima gioia ci sorprende: la sofferenza stessa diventa la gioia più grande quando la cerchiamo come un tesoro prezioso.
A parte l’Ufficio [la preghiera quotidiana della Chiesa], che è una gioia quotidiana, non ho il coraggio di cercare nei libri preghiere belle. ... Incapace sia di dirle tutte sia di scegliere tra loro, faccio come un bambino che non sa leggere: dico semplicemente ciò che voglio dire a Dio, con semplicità, e Lui non manca mai di capirmi.
Per me la preghiera è un impeto del cuore; è uno sguardo semplice rivolto al cielo; è un grido di riconoscimento e di amore, che abbraccia sia la prova sia la gioia.
Per me, la preghiera è un salto verso l’alto del cuore, uno sguardo sereno verso il cielo, un grido di gratitudine e amore che pronuncio dalle profondità del dolore così come dalle altezze della gioia.