È un’arte grande avere un’abbondanza di conoscenza ed esperienza—conoscere la ricchezza della vita, la bellezza dell’esistenza, le lotte, le miserie, le risate, le lacrime—e tuttavia mantenere la mente molto semplice; e una mente semplice la si può avere solo sapendo come amare.
La conoscenza psicologica ci ha resi ottusi.
La conoscenza è una dipendenza, come l’alcol; la conoscenza non porta comprensione. La conoscenza si può insegnare, ma non la saggezza; serve libertà dalla conoscenza perché arrivi la saggezza.
La comprensione del Sé nasce solo nella relazione: osservando te stesso in relazione a persone, idee e cose; agli alberi, alla terra e al mondo che ti circonda e che è dentro di te. La relazione è lo specchio in cui il Sé si rivela. Senza conoscenza di sé non c’è base per un pensiero e un’azione giusti.
La paura comincia e finisce col desiderio di essere al sicuro; la sicurezza interiore ed esteriore, il desiderio di essere certi, di avere stabilità. La continuità della stabilità viene cercata in ogni direzione: nella virtù, nelle relazioni, nell’azione, nell’esperienza, nella conoscenza, nelle cose interiori ed esteriori. Trovare sicurezza ed essere al sicuro è il grido eterno. È questa richiesta insistente che genera la paura.
Imparare non è accumulare conoscenza. Imparare è movimento di momento in momento.
Più conosci te stesso, più c’è chiarezza. La conoscenza di sé non ha fine: non arrivi a un traguardo, non arrivi a una conclusione. È un fiume senza fine.
La conoscenza, l’idea, la credenza si frappongono alla saggezza.