Un adepto di Kriya Yoga conquista la morte portando l’anima oltre l’identificazione con il corpo fisico, consapevolmente e a volontà; poi ritorna alla coscienza della forma mortale. Con questo processo, sperimenta il corpo come semplice dimora materiale dell’anima. Può restarvi finché vuole; e dopo che quel corpo ha compiuto la sua utilità, può lasciarlo a volontà senza soffrire dolore fisico o dolore mentale dovuto all’attaccamento, ed entrare nella sua dimora onnipresente in Dio.
Signore Krishna… proclama la Realizzazione di Sé, la vera saggezza, come il ramo più alto di ogni conoscenza umana—il re di tutte le scienze, l’essenza stessa del dharma («religione»)—poiché soltanto essa estirpa in modo permanente la causa della sofferenza triplice dell’uomo e gli rivela la sua vera natura di Beatitudine. La Realizzazione di Sé è yoga, o «unità» con la Verità: la percezione diretta o l’esperienza della Verità da parte della facoltà intuitiva dell’anima, onnisciente.
I pensieri sono radicati universalmente, non individualmente; una verità non si può creare, ma solo percepire. I pensieri errati dell’uomo derivano dalle imperfezioni del suo discernimento. Lo scopo della Scienza dello Yoga è calmare la mente, affinché, senza distorsioni, rifletta la visione del Divino nell’Universo.