Sri Nisargadatta Maharaj

Sri Nisargadatta Maharaj

Rinomato insegnante Advaita Vedanta.

Eminente insegnante di Advaita Vedanta, meglio conosciuto per i suoi insegnamenti sulla non-dualità e sull'autorealizzazione. Il suo approccio era diretto ed esperienziale, incoraggiando i cercatori a esplorare la natura della propria coscienza. Il suo libro, "Io Sono Quello" (I Am That), è un testo significativo nello studio dell'Advaita Vedanta, offrendo profonde intuizioni sulla natura del sé e della realtà. I suoi insegnamenti sono apprezzati per la loro semplicità e profondità, guidando gli individui verso la comprensione della loro vera essenza al di là della mente e dell'ego.

Sri Nisargadatta Maharaj Citazioni sulla Coscienza

  • La coscienza è un attributo, mentre l’awareness (consapevolezza) non lo è; si può essere consapevoli di essere coscienti, ma non si può essere coscienti della consapevolezza. Dio è la totalità della coscienza, ma la consapevolezza è oltre tutto—essere e non-essere.
  • La coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, in realtà sono una sola: cercano l’unità, ed è amore.
  • Sei così abituato a pensarti come un corpo che ha coscienza, che non riesci nemmeno a immaginare la coscienza come qualcosa che ha corpi. Una volta che capisci che l’esistenza corporea è solo uno stato della mente, un movimento nella coscienza, e che l’oceano della coscienza è infinito ed eterno, e che quando sei in contatto con la coscienza sei soltanto il testimone, allora potrai ritirarti oltre la coscienza stessa.
  • Non c’è nulla di sbagliato nella dualità, purché non crei conflitto. Molteplicità e varietà senza lotta sono gioia. Nella coscienza pura c’è luce. Per il calore serve il contatto. Al di sopra dell’unità dell’essere c’è l’unione dell’amore. L’amore è lo scopo della dualità.
  • La sofferenza è principalmente una chiamata all’attenzione, che a sua volta è un movimento d’amore. Più della felicità, l’amore vuole crescita: l’espandersi e l’approfondirsi della consapevolezza e della coscienza e dell’essere. Qualunque cosa lo impedisca diventa causa di dolore, e l’amore non si sottrae al dolore.
  • Ti rendi conto della grandezza inimmaginabile, della santità di ciò che chiami con tanta leggerezza “coscienza”? È l’Assoluto non manifestato che è consapevole della propria consapevolezza attraverso la manifestazione, di cui il tuo corpo-mente fa parte in questo momento.
  • Stando con te stesso, con l’«Io Sono», osservandoti nella vita quotidiana con attenzione viva, con l’intenzione di comprendere invece di giudicare, accettando pienamente ciò che può emergere—perché è lì—incoraggi la profondità a venire in superficie, e arricchisci la tua vita e la tua coscienza con le sue energie trattenute.
  • Tu non sei il corpo. Tu sei l’immensità e l’infinità della coscienza.
  • Mi accorgo che, spostando il fuoco dell’attenzione, divento proprio la cosa che sto guardando, e sperimento il tipo di coscienza che essa ha; divento il testimone interiore della cosa. Chiamo questa capacità di entrare in altri punti focali di coscienza amore; puoi darle il nome che preferisci. L’amore dice: “Io sono tutto”. La saggezza dice: “Io non sono nulla”. Tra i due, la mia vita scorre. Poiché in ogni momento e in ogni spazio posso essere sia soggetto sia oggetto dell’esperienza, lo esprimo dicendo che sono sia l’uno che l’altro, e oltre entrambi.
  • Come può una mente instabile rendersi stabile? Certo che non può. È natura della mente vagare. Tutto ciò che puoi fare è spostare il fuoco della consapevolezza oltre la mente.
  • Meditare è un tentativo deliberato di penetrare negli stati superiori di coscienza e infine andare oltre. L’arte della meditazione è l’arte di spostare il fuoco dell’attenzione verso livelli sempre più sottili, senza perdere la presa sui livelli lasciati indietro. (...) Risparmia tutte le tue energie e il tuo tempo per abbattere il muro che la tua mente ha costruito attorno a te. Fidati: non te ne pentirai.
  • Gli stati d’animo sono nella mente e non contano. Entra dentro, vai oltre. Smetti di essere affascinato dal contenuto della tua coscienza. Quando raggiungi gli strati profondi del tuo vero essere, scoprirai che il gioco superficiale della mente ti tocca molto poco.
  • Vuoi conoscere te stesso. Per questo resta con costanza nel fuoco della coscienza, l’unico indizio che hai: la tua certezza di essere. Stagli vicino, gioca con essa, medita su di essa, scendici profondamente, finché il guscio dell’ignoranza si apre e tu emergerai nel regno della realtà.
  • Il mondo che percepisci è fatto di coscienza; ciò che chiami materia è la stessa coscienza.
  • Lo scopo primario della meditazione è diventare consapevoli della nostra vita interiore e familiarizzarci con essa. Lo scopo ultimo è raggiungere la sorgente della vita e della coscienza.
  • “IO SONO” è Dio stesso. Anche la ricerca è Dio. Cercando, scopri che non sei né corpo né mente, ma l’amore del Sé in te per il Sé in tutti. I due sono uno. La coscienza in te e la coscienza in me, apparentemente due, in verità una sola, cercano l’unità, ed è amore.
  • Quando dico “io sono”, non intendo un’entità separata con un corpo come nucleo: intendo la totalità dell’essere, l’oceano della coscienza, l’intero universo di tutto ciò che è conosciuto. Non ho nulla da desiderare, perché sono completo per sempre.
  • Alla luce della coscienza accadono ogni sorta di cose, e non c’è bisogno di dare importanza speciale a nessuna. Vedere un fiore è meraviglioso quanto vedere Dio. Lascia che siano. Perché ricordarle e poi trasformare la memoria in un problema? Sii indifferente verso di esse; non dividerle in alte e basse, interne ed esterne, durature e transitorie. Vai oltre, torna alla sorgente, vai al Sé che è lo stesso qualunque cosa accada.
  • Tutto è una rappresentazione nella coscienza. Tutte le divisioni sono illusorie. Puoi conoscere soltanto il falso. Il vero devi essere tu stesso.