Carl Jung

Carl Jung

Fondatore della psicologia junghiana.

Uno psichiatra e psicoanalista svizzero pioniere che fondò la psicologia analitica. Introdusse concetti come l'inconscio collettivo, gli archetipi e la sincronicità, che ebbero un profondo impatto sulla psicologia, sulla filosofia e sulla spiritualità. L'esplorazione della psiche umana da parte di Jung includeva lo studio di sogni, miti e simboli, enfatizzando l'importanza di integrare l'ombra e comprendere gli aspetti più profondi della natura umana per la crescita psicologica e l'autoconsapevolezza.

Carl Jung Citazioni sulla Coscienza

  • L’inconscio dell’uomo… contiene tutti i modelli di vita e di comportamento ereditati dai suoi antenati, così che ogni bambino umano, prima della coscienza, possiede un potenziale sistema di funzionamento psichico adattato.
  • L’unica cosa che davvero conta ora è se l’uomo può salire a un livello morale più alto, a un piano di coscienza più alto, per essere pari alle potenze sovrumane che gli angeli caduti gli hanno messo nelle mani. Ma non potrà fare progressi finché non conoscerà molto meglio la propria natura.
  • Il conflitto esiste strettamente come un’opportunità per elevare la nostra coscienza.
  • La mente è cresciuta fino allo stato attuale di coscienza come una ghianda cresce fino a diventare una quercia, o come i sauri si sono evoluti fino ai mammiferi.
  • Una coscienza gonfiata è sempre centrata sull’io e consapevole soltanto della propria esistenza. È incapace di imparare dal passato, incapace di comprendere gli eventi contemporanei e incapace di trarre giuste conclusioni sul futuro. È ipnotizzata da se stessa e quindi non può essere discussa. Si condanna inevitabilmente a calamità che la colpiranno fino a spegnerla.
  • È proprio il distacco dell’uomo dall’istinto—il suo opporsi all’istinto—che crea la coscienza. L’istinto è natura e cerca di perpetuare la natura; mentre la coscienza può cercare soltanto la cultura o la sua negazione.
  • La differenza tra il processo di individuazione “naturale”, che si svolge inconsapevolmente, e quello realizzato consapevolmente è enorme. Nel primo caso la coscienza non interviene in nessun punto; la fine resta oscura quanto l’inizio. Nel secondo caso, tanta oscurità viene alla luce che la personalità si permea di luce e la coscienza necessariamente si amplia e guadagna profondità e visione. L’incontro tra conscio e inconscio deve garantire che la luce che brilla nell’oscurità non sia soltanto compresa dall’oscurità, ma la comprenda.
  • Non c’è nascita della coscienza senza dolore.
  • La sconvolgimento del nostro mondo e lo sconvolgimento della nostra coscienza sono la stessa cosa.
  • Il sogno è una piccola porta nascosta nelle profondità più intime e segrete dell’anima, che si apre su quella notte cosmica che era psiche molto prima che esistesse qualsiasi coscienza dell’ego, e che resterà psiche qualunque sia l’estensione della nostra coscienza dell’ego.