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Citazioni sul ricercatore

  • Ogni secondo un cercatore può ricominciare da capo, perché gli errori della sua vita sono bozze iniziali, non la versione finale.
  • Arriva un tempo nella vita di chi cerca, in cui scopre di essere insieme l’amante e l’amato.
  • Il Cercatore diventa egli stesso il conoscitore. La cosa da conoscere è già lì. Non c’è nulla da conoscere di nuovo. Inoltre non ci sono due cose. C’è soltanto il vedente, il conoscitore.
  • Un vero cercatore spirituale dovrebbe esercitare il controllo in ogni momento, durante tutto il giorno e la notte.
  • E il cercatore non raggiungerà la sua meta se non sacrifica tutte le cose. Cioè: ciò che ha visto, udito e compreso (prima) deve considerarlo nulla, per entrare nel Regno dello Spirito, che è la Città di Dio.
  • I cinque yama sono: non-violenza, veridicità, non-furto, brahmacharya e non-attaccamento. I cinque niyama sono: purezza, appagamento, studio del Sé, tapas (austerità) e resa a Dio. Yama e niyama sono le prime due componenti degli otto aspetti integrali dello yoga: yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi. La pratica dello yoga (yoga sadhana) può essere compiuta soltanto dentro la fortezza protettiva di yama e niyama. Senza questa base, il cercatore è condannato a disturbi senza fine.
  • La gratitudine è la cosa più dolce nella vita di chi cerca—in tutta la vita umana. Se c’è gratitudine nel tuo cuore, allora ci sarà una dolcezza enorme nei tuoi occhi.
  • Chi cerca la verità non comincerà mai sminuendo l’affermazione dell’avversario come indegna di fiducia.
  • Il cercatore è ciò che viene cercato.
  • Pratica la meditazione. Diventa un cercatore. Cammina la via del cercatore. Otterrai il meglio di tutto ciò che il mondo può offrire.
  • La realtà è dentro. Un vero cercatore è colui che cerca di trovare la realtà e la verità dall’interno. Tali cercatori sinceri sono rari.
  • Qual è la qualità più propizia di un cercatore spirituale? La quiete, la calma. Perché? La definizione dell’irrequietezza è “il mondo”. Dunque, più ci si coinvolge e ci si attacca al mondo, più l’irrequietezza cresce.
  • Due tipi di persone avide non si sazieranno mai: chi cerca la conoscenza e chi cerca questo mondo.
  • Il nemico odia l’ego, che il cercatore vuole uccidere; così, come l’incudine per il fabbro, in realtà è un amico.
  • Gioisci della meditazione e della solitudine. Raccogliti, sii felice. Tu sei un cercatore.
  • Il vero cercatore non insegue altro che l’oggetto della sua ricerca; e l’amante non desidera nulla se non l’unione con il suo Diletto.
  • Il cercatore della verità dovrebbe essere più umile della polvere. Il mondo schiaccia la polvere sotto i piedi, ma il cercatore della verità deve umiliarsi così tanto che perfino la polvere possa schiacciarlo. Solo allora—e non prima—avrà uno scorcio della verità.
  • È meglio sedere da soli che in compagnia dei cattivi, e ancora meglio sedere con i buoni che da soli. È meglio parlare con chi cerca la conoscenza che restare in silenzio; ma il silenzio è meglio delle parole oziose.
  • Un cercatore sincero sa qual è il suo scopo: la Verità più alta. Non ritarderà il suo viaggio. Nella vita spirituale aspiriamo alla Verità più alta, a Dio; nient’altro.
  • La soddisfazione legata all’ingiuria o al danno verso gli altri è una prigione per chi cerca.
  • Arriva un momento nella vita del cercatore in cui scopre di essere insieme amante e amato. L’anima che aspira, che egli incarna, è l’amante in lui. E il Sé trascendentale che rivela dall’interno è il suo Amato.
  • La soddisfazione è la prima e più importante virtù che si dovrebbe coltivare. Arriva solo quando hai compiuto i tuoi doveri fino alla massima capacità, senza preoccuparti dei risultati. È una virtù che aiuta sempre e non delude mai il cercatore.
  • O cercatore! Non appoggiarti a nulla finché non desideri nulla.
  • Ciò che sale e scende è fatto di ciò da cui sale. La finalità dell’universo è Dio Arunachala. Meditando su di Lui o sul vedente, il Sé, c’è una vibrazione mentale “io” a cui tutto si riduce. Tracciando la sorgente dell’“io”, resta soltanto il primordiale “io-io”, e non è esprimibile. La sede della realizzazione è dentro e il cercatore non può trovarla come un oggetto fuori di sé. Quella sede è beatitudine ed è il cuore di tutti gli esseri. Per questo si chiama Cuore. L’unico scopo utile della nascita presente è volgersi dentro e realizzarlo. Non c’è nient’altro da fare.
  • Come si può sapere chi è il proprio maestro spirituale?… Il suo cuore guarda i Maestri spirituali e fa la scelta. Quando il cuore vede un Maestro spirituale, se ne è sopraffatto dalla gioia, allora c’è ogni probabilità che quel Maestro sia quello giusto per il cercatore.