Sappi che le difficoltà che portano confusione nella domanda sullo scopo dell’Universo o di una qualsiasi delle sue parti nascono da due cause: prima, l’uomo ha un’idea errata di sé e crede che tutto il mondo esista soltanto per il suo bene; seconda, ignora sia la natura del mondo sublunare, sia l’intenzione del Creatore di dare esistenza a tutti gli esseri la cui esistenza è possibile, perché l’esistenza è senza dubbio un bene.
Nel regno della Natura non c’è nulla di senza scopo, di banale o di inutile.
A volte la verità brilla così intensamente che la percepiamo chiara come il giorno. Allora la nostra natura e la nostra abitudine stendono un velo sulla percezione e torniamo a una oscurità quasi densa come prima. Siamo come coloro che, pur vedendo lampi frequenti, si ritrovano ancora nella più fitta oscurità della notte.
Questa deve essere la nostra fede quando abbiamo una conoscenza corretta del nostro stesso Sé e comprendiamo la vera natura di ogni cosa: dobbiamo accontentarci, e non turbare la mente cercando una certa causa finale per le cose che non ne hanno, o che hanno come unica causa finale la propria esistenza, che dipende dalla Volontà di Dio—o, se preferisci, dalla Sapienza divina.
Anche i filosofi suppongono che in Natura non ci sia nulla di vano, così che tutto ciò che non è prodotto dall’industria umana serva a uno scopo, che può essere conosciuto o sconosciuto a noi.
Sappi che per la mente umana esistono certi oggetti di percezione che rientrano nell’ambito della sua natura e della sua capacità; d’altra parte, tra le cose che esistono davvero, ci sono certi oggetti che la mente non può in alcun modo afferrare: le porte della percezione sono chiuse per essa.