La realtà si può sperimentare solo con l’occhio della comprensione, non soltanto con la mente dello studioso.
L’Atman non nasce, né muore. Non viene ucciso, né è il killer. Non è legato, né causa la schiavitù di nessuno. Non è né liberato né colui che dona la Liberazione. Il jiva, in realtà, è il Sé Supremo; tutto il resto è irreale.
Come l’apparire dell’argento nella madreperla, il mondo sembra reale finché non si realizza il Sé, la realtà sottostante.
Come l’oro purificato in un forno perde le sue impurità e raggiunge la sua vera natura, la mente elimina le impurità degli attributi dell’illusione, dell’attaccamento e della purezza attraverso la meditazione e giunge alla Realtà.