Chi pratica il Pranayama ama davvero tutti gli esseri.
I cinque yama sono: non-violenza, veridicità, non-furto, brahmacharya e non-attaccamento. I cinque niyama sono: purezza, appagamento, studio del Sé, tapas (austerità) e resa a Dio. Yama e niyama sono le prime due componenti degli otto aspetti integrali dello yoga: yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi. La pratica dello yoga (yoga sadhana) può essere compiuta soltanto dentro la fortezza protettiva di yama e niyama. Senza questa base, il cercatore è condannato a disturbi senza fine.
Con la pratica del Pranayama, l’ignoranza si dissolve e la Conoscenza del Sé si rivela.
Quando si continua a raffinare lo zucchero di canna scuro, alla fine diventa bianco. Allo stesso modo, la pratica continua della Kriya porta il Pranayama alla perfezione.
Bisogna praticare il Pranayama con grande serietà e sincerità.
Il pranayama (semplice respirazione kriya) può rimuovere tutte le impurità interiori. Mantieni il controllo sulla lingua per ottenere il controllo sulla tua vita.
La Conoscenza di Brahma, il Sé ultimo, si ottiene con la pratica del Pranayama.
Se, praticando il Pranayama, la tensione si genera su labbra, gola e denti, allora la conoscenza si chiama Bhakti, cioè devozione.
L’effetto del kriya pranayama può immediatamente condurre allo stato senza forma, come il cielo.
La pratica di “asanas” e “pranayama” allontana le malattie e aiuta a mantenere l’attenzione vigile.
Osserva quanto è calma la tua mente dopo aver praticato kriya pranayama. Più pranayama pratichi al mattino, meglio è. Quando aumenta la luce del giorno, se pratichi più cicli di kriya pranayama, sperimenterai un aumento della temperatura corporea. Perché? Perché la kriya è essa stessa una forma di fuoco. La kriya genera fuoco interiore e temperatura nel corpo.
Se si muove sempre il respiro (si pratica il Pranayama), il respiro cessa e diventa tranquillo, sthira.
Lo Yoga è come un tempio composto da otto piani. Yama e niyama costituiscono il seminterrato e il piano terra, mentre asana, pranayama, pratyahara, dharana e dhyana costituiscono rispettivamente il primo, secondo, terzo, quarto e quinto piano. Savikalpa samadhi è il sesto piano e nirvikalpa samadhi è il settimo.
Sul sentiero yogico accadono varie esperienze che aiutano ad aumentare la fede del praticante, il coraggio, la conoscenza, l’entusiasmo, la devozione al suo Guru, la devozione allo yoga e infine la devozione a Dio. Inizialmente il sadhaka acquisisce una comprensione dei chakra inferiori; più tardi quella dei chakra intermedi; e infine si dispiega la comprensione dei chakra superiori. Inoltre, la comprensione delle varie asana (posizioni), mudra (gesti), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (ritiro dagli oggetti dei sensi) e jyoti darshana (visione della luce divina) è accessibile attraverso l’esperienza. Così, la pratica stessa dello yoga dispiega la conoscenza di stati yogici più avanzati.