Il nostro canto non eleverà la nostra coscienza se non abbiamo tra noi relazioni cooperative, affettuose.
La peggiore tragedia è che la mente incontrollata ci ruba la coscienza via da Krishna: ed è l’inizio, l’essenza di ogni sofferenza.
Una persona nella coscienza trascendentale vede opportunità positive in ogni situazione della vita.
Ogni momento è un’opportunità per ricevere la più alta misericordia, se abbiamo la giusta coscienza.
Maya è così completa, come l’acqua. Se c’è una piccola crepa, l’acqua trova subito la via verso quella crepa: il problema è che la nostra coscienza ha così tante crepe.
Possiamo conoscere solo nella misura in cui Dio si rivela a noi. Infatti, di fatto, qualunque cosa vediamo, quando giunge alla nostra coscienza è filtrata attraverso la nostra mente contaminata e il nostro ego confuso. Allora, cosa possiamo davvero conoscere nella verità? Questa è la condizione dell’anima.
Il nostro atteggiamento di umile servizio nella vita determina quale effetto avrà il canto sulla nostra coscienza. Altrimenti potremmo cantare per “eoni” di nascite prima di raggiungere davvero l’obiettivo.
Più avanzi nella coscienza di Krishna, più devi rafforzare l’atteggiamento di servizio, per poter reggere il peso della responsabilità.