Con la concentrazione diventiamo a un solo punto; con la meditazione allarghiamo la nostra coscienza nel Vastissimo. Ma con la contemplazione cresciamo fino a diventare noi stessi il Vastissimo. Abbiamo visto la Verità. Abbiamo sentito la Verità. Ma la cosa più importante è crescere nella Verità e diventare totalmente uno con la Verità. Se ci concentriamo su Dio, possiamo sentirLo proprio davanti a noi o accanto a noi. Quando meditiamo, è inevitabile sentire l’Infinito, l’Eternità, l’Immortalità dentro di noi. Ma quando contempliamo, vedremo che noi stessi siamo Infinito, Eternità, Immortalità.
La coscienza è la scintilla interiore, o il legame interiore in noi: il legame d’oro che unisce la nostra parte più alta e più illuminata alla nostra parte più bassa e meno illuminata. La coscienza è il ponte che collega il Cielo e la terra.
La gioia reale significa espansione immediata. Se sperimentiamo una gioia pura, il cuore si espande subito. Sentiamo di volare nel cielo della libertà divina. L’intera estensione del mondo diventa nostra—non per dominarla, ma come espansione della nostra coscienza. Diventiamo realtà e vastità.
Accanto alla meditazione c’è la musica: musica piena d’anima, quella che muove e innalza la nostra coscienza in aspirazione.
Ogni individuo deve conoscersi. Deve conoscersi come Coscienza infinita, eterna e immortale.
La vera meditazione non la facciamo noi. La compie il nostro Pilota Interiore, il Supremo, che medita costantemente in noi e attraverso di noi. Noi siamo soltanto il vaso, e permettiamo che Egli ci riempia con tutta la Sua Coscienza.
Quando la gratitudine del cuore viene in primo piano, quando diventi tutta gratitudine, questa gratitudine è come un flusso—un flusso di coscienza. Quando la tua coscienza scorre, senti che questo flusso di gratitudine è come un fiume che irriga la radice dell’albero e lo stesso albero. È sempre attraverso la gratitudine che il tuo fiume di coscienza crescerà e irrigherà l’albero della perfezione dentro di te.