Hazrat Inayat Khan

Hazrat Inayat Khan

Maestro sufi e musicista.

Un insegnante e musicista sufi che ha introdotto il Sufismo nel mondo occidentale. I suoi insegnamenti enfatizzavano l'unità di tutte le religioni e l'importanza dell'amore, dell'armonia e della bellezza come ideali spirituali. Attraverso i suoi scritti e la sua musica, cercava di ispirare gli individui a sperimentare la presenza divina nella vita di tutti i giorni e a trascendere i limiti dell'ego. La sua eredità continua a influenzare cercatori spirituali, artisti e musicisti in tutto il mondo.

Hazrat Inayat Khan Citazioni sul Desiderio

  • Molto spesso le persone pessimiste parlano contro il proprio desiderio. Vogliono intraprendere un lavoro e dicono: “Lo farò, ma non credo di riuscirci”. Così si ostacolano sul cammino. L’uomo non sa che ogni pensiero lascia un’impronta sulla coscienza e sul ritmo con cui la coscienza opera. Secondo quel ritmo, la riflessione diventa vera e accade; e l’uomo si rivela nemico di se stesso per ignoranza di queste cose.
  • Ogni essere vivente sulla terra ama la vita più di ogni altra cosa. Anche il più piccolo insetto, la cui vita dura solo un istante, cerca di sfuggire a ogni pericolo per vivere un momento più a lungo. E il desiderio di vivere è più sviluppato nell’uomo.
  • Il più grande è avere una disposizione verso l’amicizia; essa si esprime nella forma di tolleranza e perdono, nella forma di servizio e fiducia. In qualunque forma lo manifesti, questo è il tema centrale: il desiderio costante di dimostrare il proprio amore per l’umanità, di essere amico di tutti.
  • Coloro che desiderano insegnare mentre vengono ad imparare non devono presentarsi come discepoli; devono venire come maestri.
  • La padronanza non consiste soltanto nel quietare la mente, ma nel dirigerla verso qualunque punto desideriamo; nel permetterle di essere attiva fin dove vogliamo; nel usarla per compiere il nostro scopo; e nel farla quieta quando vogliamo quietarla. Chi giunge a questo ha creato il proprio cielo dentro di sé; non ha bisogno di aspettare un cielo nell’aldilà, perché lo ha prodotto ora, nella propria mente.