Hazrat Inayat Khan

Hazrat Inayat Khan

Maestro sufi e musicista.

Un insegnante e musicista sufi che ha introdotto il Sufismo nel mondo occidentale. I suoi insegnamenti enfatizzavano l'unità di tutte le religioni e l'importanza dell'amore, dell'armonia e della bellezza come ideali spirituali. Attraverso i suoi scritti e la sua musica, cercava di ispirare gli individui a sperimentare la presenza divina nella vita di tutti i giorni e a trascendere i limiti dell'ego. La sua eredità continua a influenzare cercatori spirituali, artisti e musicisti in tutto il mondo.

Hazrat Inayat Khan Citazioni sulla Luce

  • Secondo la metafisica, la paura nasce dalla mancanza di luce.
  • Tra tutte le cose preziose di questo mondo, la parola è la più preziosa. Perché nella parola si può trovare una luce che gemme e gioielli non possiedono; una parola può contenere tanta vita da guarire le ferite del cuore. Perciò la poesia, in cui l’anima si esprime, è viva quanto un essere umano. La più grande ricompensa che Dio concede all’uomo è l’eloquenza e la poesia. Non è un’esagerazione: è il dono del poeta che, col tempo, culmina nel dono della profezia.
  • Le persone che non hanno mai avuto un ideale possono sperare di trovarne uno; stanno meglio di coloro che permettono alle circostanze della vita di spezzare il proprio ideale. Scendere al di sotto del proprio ideale significa perdere la rotta nella vita; allora la confusione sale nella mente e quella luce che si dovrebbe tenere alta viene coperta e oscurata, così da non poter brillare per illuminare il cammino.
  • Gioia e dolore sono la luce e l’ombra della vita; senza luce e ombra nessun quadro risulta chiaro.
  • Ci sono due modi in cui possiamo ottenere controllo sulla nostra attività. Il primo è la fiducia nella potenza della nostra volontà: sapere che se oggi falliamo, domani non falliremo. Il secondo è tenere gli occhi ben aperti e osservare con attenzione la nostra attività in ogni aspetto della vita. È nel buio che cadiamo; ma nella luce possiamo vedere dove stiamo andando.
  • Le anime di tutti provengono dalla medesima sorgente, ma un’anima non velata risplende. Amore e luce sgorgano continuamente da anime così. Non ne abbiamo bisogno di prove: è vita; tutto il resto, in confronto, è morto.
  • Chi cerca con sincerità il proprio vero scopo nella vita, è cercato da quello scopo. Mentre si concentra su quella ricerca, una luce comincia a dissipare la confusione—chiamala rivelazione, chiamala ispirazione, chiamala come vuoi. È la sfiducia che svia. La sincerità conduce dritto alla meta.
  • C’è una luce dentro ogni anima; basta rompere le nubi che la coprono, ed essa brillerà.
  • L’intelletto è la conoscenza ottenuta dall’esperienza di nomi e forme; la saggezza è la conoscenza che si manifesta soltanto dall’essere interiore. Per acquisire l’intelletto bisogna immergersi negli studi; per ottenere la saggezza, invece, serve soltanto il flusso della misericordia divina: è naturale come l’istinto del nuoto per il pesce, o del volo per l’uccello. L’intelletto è lo sguardo che permette di vedere attraverso il mondo esterno; ma la luce della saggezza permette di vedere dall’esterno verso l’interno.
  • Se una persona è fredda e rigida, dentro di sé si sente come se fosse in una tomba. Non vive davvero: non può godere di questa vita perché non riesce ad esprimersi e non vede la luce e la vita fuori di sé. Cosa impedisce all’uomo di sviluppare la qualità del cuore? Il suo atteggiamento esigente. Vuole trasformare l’amore in un affare. Dice: «Se mi amerai, io amerò te». Appena un uomo misura e pesa i suoi favori e i suoi servizi e tutto ciò che fa per chi ama, smette di conoscere che cos’è l’amore. L’amore vede l’amato e nient’altro.