Ricorda: prima o poi lascerai questo mondo; non correre in modo folle dietro alle cose materiali.
Il mondo e i suoi piaceri sono temporanei. Con questo in mente, continua la tua sadhana.
Qual è la qualità più propizia di un cercatore spirituale? La quiete, la calma. Perché? La definizione dell’irrequietezza è “il mondo”. Dunque, più ci si coinvolge e ci si attacca al mondo, più l’irrequietezza cresce.
Questo mondo è pieno di tale miseria. Tu sei nel mezzo di un oceano, senza sapere mai quando arriverà la prossima tempesta; non c’è certezza. In verità, la vita in questo mondo è così. Perciò, figlio mio, cerca di sopportare tutto ciò che ti accade. Perché in questo mondo chi sopporta vince. Non temere dunque. Recita la tua parte in questo mondo, ricordando il Signore.
Lascia che le cose accadano come accadono. Non stiamo andando da nessuna parte. Dio non sta andando da nessuna parte. Solo questo mondo che cambia sta andando.
Nella Bhagavad Gita (9:33), il Signore disse: «anityam-asukham lokam-imam prapya bhajasva mam». Questo mondo è transitorio; lo sappiamo tutti. Asukham: c’è tanta miseria e nessuna speranza di trovare felicità in questo mondo. L’unica vera felicità è nella pratica spirituale. Perciò il messaggio del Signore è: «Perché ti affatichi così tanto in un mondo in cui non c’è alcuna possibilità di ottenere qualcosa?»
Fratelli e sorelle, ricordate ancora e ancora questo: dovete praticare la Kriya con amore, secondo la vostra capacità. È la via per attraversare l’oceano del mondo. Con le mani giunte, dite umilmente questo a tutti.