Sri Aurobindo

Sri Aurobindo

Filosofo e poeta indiano.

Eminente filosofo e leader spirituale indiano che ha sviluppato lo Yoga Integrale, che mira alla trasformazione della natura umana in una coscienza divina. I suoi scritti esplorano l'evoluzione della coscienza e il potenziale per un risveglio spirituale che includa non solo l'illuminazione personale ma anche la trasformazione della società. Il suo lavoro enfatizza l'integrazione della pratica spirituale con la vita quotidiana e la ricerca di uno scopo evolutivo superiore.

Sri Aurobindo Citazioni sulla Vita

  • Una vita senza scopo è sempre una vita tormentata. Ogni individuo dovrebbe avere uno scopo. Ma non dimenticare che la qualità del tuo scopo dipenderà dalla qualità della tua vita. Il tuo scopo deve essere alto e ampio, generoso e disinteressato: così la tua vita diventa preziosa per te e per gli altri. Qualunque sia il tuo ideale, non potrà essere realizzato perfettamente finché non avrai realizzato la perfezione in te stesso.
  • L’India ha visto fin dall’inizio—e perfino nelle sue età di ragione e nella sua epoca di crescente ignoranza—che la vita non può essere vista correttamente solo alla luce delle sue esteriorità, e non può essere vissuta perfettamente solo con la forza delle sue esteriorità.
  • Ciò che serve è la fede. L’uomo ha corpo, vita e mente, ma non è tutto ciò che costituisce l’uomo. È emerso nella mente come risultato dell’evoluzione. Ora evolverà una coscienza più alta—la chiamo Supermente. È lo strumento della Coscienza Divina, la Coscienza-Verità.
  • Il desiderio del tuo essere vitale è verso il lavoro. E l’essere vitale non troverà interesse nello yoga finché non avrai esperienza della vita più alta e più piena che è nello yoga. Finché quell’esperienza non c’è, l’essere vitale non troverà interesse.
  • Non nello stato di incoscienza, ma nella piena consapevolezza, quando la Potenza più alta scenderà in noi e ci guiderà: allora soltanto inizierà la vita yogica.
  • Ma cosa c’è, in fondo, dietro le apparenze, in questo mistero che sembra? Possiamo vedere che è la Coscienza che si è perduta e ora ritorna a se stessa: emerge dalla sua enorme dimenticanza di sé, lentamente e dolorosamente, come una Vita che diventa senziente, semisenziente, appena senziente—fino a essere pienamente senziente—e infine lotta per essere più che senziente, per tornare a essere divinamente consapevole di sé, libera, infinita, immortale.
  • Una direzione spirituale totale, data all’intera vita e all’intera natura, può soltanto sollevare l’umanità oltre se stessa… È solo la piena emersione dell’anima, la piena discesa della luce e della forza native dello Spirito e la conseguente sostituzione o trasformazione e elevazione della nostra natura mentale e vitale insufficiente con una Supernatura spirituale e sovramentale che può compiere questo miracolo evolutivo.
  • La vita era un palpito triste della Materia che le insegnava angoscia, insegnandole speranza e desiderio, trascinati troppo presto nel fango: vita, gioia fragile che si pente della sua brevità, vita, lunga tristezza.
  • Le esperienze della tua vita passata, custodite dentro di te, salgono in superficie per essere respinte. Respingerle tutte, prima o poi, dall’interno, ti costringerà a purificarti.
  • La trasformazione sopramentale, l’evoluzione sopramentale, deve portare con sé un sollevamento della mente, della vita e del corpo fuori da se stessi verso un modo di essere più grande, in cui però le loro vie e i loro poteri non siano soppressi o aboliti, ma resi perfetti e compiuti dal Sé che trascende.
  • Nella vita del mondo, l’uomo realizza i sogni di Dio.
  • La vita, il fiume dello Spirito, acconsente all’angoscia e al dolore.
  • Lei vide una miriade di dèi e, oltre Dio, la sua ineffabile eternità; vide che esistono regioni di vita oltre la nostra vita presente, regioni della mente oltre la nostra mente presente e, al di sopra di tutto, vide gli splendori dello spirito.
  • La salita alla Vita divina è il cammino umano, l’Opera delle opere, il Sacrificio degno e accettabile. Questa sola è l’attività reale dell’uomo nel mondo e la giustificazione della sua esistenza; senza di essa, egli sarebbe soltanto un insetto che striscia tra insetti effimeri su una briciola di fango e acqua, riuscita a formarsi tra le spaventose immensità dell’universo fisico.
  • Sperare in un vero cambiamento della vita umana senza cambiare la natura umana è una proposta irrazionale e non spirituale.
  • La spiritualità è molto più ampia di qualsiasi religione particolare. E nelle grandi idee che ora ci stanno arrivando, anche la più grande religione diventa non più di una vasta setta o un ramo dell’unica religione universale: con cui comprenderemo in futuro la ricerca dell’eterno, del divino, del sé più grande, la sorgente dell’unità, e il tentativo dell’uomo di arrivare a qualche equazione, a un’approssimazione sempre maggiore dei valori della vita umana con i valori eterni e divini.
  • Lo yoga che pratichiamo non è solo per noi stessi, ma per il Divino; il suo scopo è realizzare la volontà del Divino nel mondo, compiere una trasformazione spirituale e far discendere una natura divina e una vita divina nella natura mentale, vitale e fisica e nella vita dell’umanità. Il suo obiettivo non è la liberazione personale (Mukti) — anche se la Mukti è una condizione necessaria dello yoga — bensì la liberazione e la trasformazione dell’essere umano. Non è la beatitudine personale (Ananda), ma il far discendere l’Ananda divino — il regno dei cieli di Cristo, il nostro Satyayuga — sulla terra.
  • La morte favorisce la vita, affinché la vita possa nutrire la morte.
  • Tutto ciò che nasce e viene distrutto rinasce nel fluire dei secoli; la Vita, come un numero decimale che si ripete, ripete la vecchia cifra.
  • Ogni religione ha aiutato l’umanità. Il paganesimo ha aumentato nell’uomo la luce della bellezza, l’ampiezza e l’altezza della sua vita, il suo scopo verso una perfezione multiforme; il Cristianesimo gli ha dato una visione dell’amore divino e della carità; il Buddhismo gli ha mostrato una via nobile per essere più saggio, più gentile, più puro; l’Ebraismo e l’Islam come essere fedeli religiosamente nell’azione e devoti con zelo a Dio; l’Induismo gli ha aperto le possibilità spirituali più vaste e profonde.
  • Le religioni, le dottrine e le forme sono soltanto un segno esteriore della spinta spirituale; e la religione stessa è l’azione intensa con cui cerca la sua forza interiore. Il suo movimento espansivo nasce dal pensiero che proietta sulla vita, dagli ideali che aprono nuovi orizzonti e che l’intelletto accetta mentre la vita si affatica ad assimilare.
  • La vita è vita—sia in un gatto, sia in un cane, sia in un uomo. Non c’è differenza tra un gatto e un uomo. L’idea della differenza è una concezione umana, fatta per vantaggio dell’uomo.
  • Nuove creature senzienti colmarono le profondità invisibili; la gloria e la rapidità della Vita correvano nella bellezza delle bestie.
  • Ci sono quattro grandi eventi nella storia: l’assedio di Troia, la vita e la crocifissione di Cristo, l’esilio di Krishna a Brindaban e il colloquio sul campo di Kurukshetra. L’assedio di Troia creò l’Ellade; l’esilio a Brindaban creò la religione devozionale (poiché prima c’erano solo meditazione e culto); Cristo dalla sua croce umanizzò l’Europa; il colloquio a Kurukshetra libererà ancora l’umanità.
  • Per le potenze della nostra mente, della vita e del corpo, sono legate ai loro stessi limiti, e per quanto possano elevarsi o espandersi, non possono oltrepassarli. Eppure l’uomo mentale può aprirsi a ciò che è oltre di lui e far discendere una Luce, una Verità e una Forza sovramentale, affinché operino in lui e facciano ciò che la mente non può fare. Se la mente non può, con lo sforzo, diventare ciò che è oltre la mente, allora il Supermente può discendere e trasformare la mente nella propria sostanza.