Sri Aurobindo Citazioni sullo Yoga
Il desiderio del tuo essere vitale è verso il lavoro. E l’essere vitale non troverà interesse nello yoga finché non avrai esperienza della vita più alta e più piena che è nello yoga. Finché quell’esperienza non c’è, l’essere vitale non troverà interesse.
Lo Yoga è un nome generico per ogni disciplina con cui si tenta di uscire dai limiti della propria ordinaria coscienza mentale, per entrare in una più grande coscienza spirituale.
Il principio dello Yoga è trasformare uno o tutti i poteri della nostra esistenza umana in un mezzo per raggiungere l’Essere divino.
Lo yoga che pratichiamo non è solo per noi stessi, ma per il Divino; il suo scopo è realizzare la volontà del Divino nel mondo, compiere una trasformazione spirituale e far discendere una natura divina e una vita divina nella natura mentale, vitale e fisica e nella vita dell’umanità. Il suo obiettivo non è la liberazione personale (Mukti) — anche se la Mukti è una condizione necessaria dello yoga — bensì la liberazione e la trasformazione dell’essere umano. Non è la beatitudine personale (Ananda), ma il far discendere l’Ananda divino — il regno dei cieli di Cristo, il nostro Satyayuga — sulla terra.
La Verità più alta opera sempre in noi, ma attraverso la potenza inferiore — Aparashakti. È quando diventiamo consapevoli del gioco di questa Potenza superiore che soltanto allora inizia lo yoga.
La pratica dello Yoga ci mette faccia a faccia con l’incredibile complessità del nostro stesso essere.
Per soddisfare l’essere vitale bisogna offrirgli qualche attività; allo stesso tempo la mente va lentamente resa interessata allo yoga.
L’unico scopo del [mio] yoga è lo sviluppo interiore del sé, grazie al quale chi lo segue può, col tempo, scoprire l’Uno Sé in tutto e far evolvere una coscienza più alta di quella mentale: una coscienza spirituale e sovra-mentale che trasformerà e divinizzerà la natura umana.
Agire sotto la guida che viene dall’alto è una parte della sadhana, quella dinamica. L’altra è la discriminazione tra Purusha e Prakriti. Il Purusha osserva con calma, dà il consenso, sceglie; ma realizza che tutto questo non gli appartiene — tutte queste cose sono fuori di lui. Questa è la parte statica della sadhana. Questi due aspetti costituiscono la base dello Yoga.
