Alan Watts Citazioni sul Momento
La meditazione è la scoperta che il senso della vita si raggiunge sempre nell’istante immediato.
Il significato e lo scopo della danza è la danza. Come la musica, si compie in ogni momento del suo corso. Non si suona una sonata per arrivare all’accordo finale, e se il significato delle cose fosse soltanto nei fini, i compositori scriverebbero solo finali.
La vita esiste solo in questo preciso momento, e in questo momento è infinita ed eterna, perché il momento presente è infinitamente piccolo; prima che possiamo misurarlo, è già passato, eppure esiste per sempre.
C’è solo questo ora. Non viene da nessun luogo; non va da nessuna parte. Non è permanente, ma non è neppure impermanente. Anche se si muove, è sempre fermo. Quando proviamo ad afferrarlo, sembra scappare, eppure è sempre qui e non c’è via di fuga. E quando ci voltiamo per cercare il Sé che conosce questo momento, scopriamo che è svanito come il passato.
Pensa a un brano musicale—magari a una grande sinfonia—non ci aspettiamo che migliori mentre si sviluppa, né che il suo scopo sia soltanto di raggiungere l’ultimo crescendo. La gioia si trova nell’ascoltare la musica, momento dopo momento.
L’arte di vivere… non è né un lasciarsi andare senza cura da una parte, né un aggrapparsi al passato per paura dall’altra. Consiste nell’essere sensibili a ogni momento, nel considerarlo assolutamente nuovo e unico, e nel tenere la mente aperta e totalmente ricettiva.
Sembra che io sia una luce breve che lampeggia, ma una sola volta, in tutti gli eoni di tempo, un organismo raro, complesso e fin troppo delicato, ai margini dell’evoluzione biologica, dove l’onda della vita esplode in gocce individuali, scintillanti e multicolori che brillano per un momento… per poi svanire per sempre.
Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente viene percepito come nient’altro che una sottilissima linea tra un passato causale e un futuro assorbente e immensamente importante. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi interamente occupata da memoria e aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c’è e non ci sarà alcuna esperienza diversa dall’esperienza presente. Perciò siamo fuori contatto con la realtà.
Quando danzi, il punto è il viaggio stesso; come quando suoni musica, il punto è il suonare. E la stessa cosa vale esattamente nella meditazione. Meditare è scoprire che il senso della vita è sempre già raggiunto nell’istante immediato.
Parlavo con un maestro Zen l’altro giorno e mi disse: “Sarai mio discepolo”. Io lo guardai e risposi: “Chi era l’insegnante di Buddha?” Lui mi fissò per un momento in modo strano, poi scoppiò a ridere e mi diede un rametto di trifoglio.
Più ci provi a trattenere il momento, a cogliere una piacevole sensazione…, più diventa sfuggente… È come cercare di afferrare l’acqua con le mani: più stringi, più scivola via tra le dita.
Questo momento presente non viene mai a essere e non smette mai di essere; sono soltanto le nostre menti a costruire la continuità dei pensieri che chiamiamo tempo. Nel momento presente c’è il nirvana.
Nessuno immagina che una sinfonia debba migliorare mentre procede, o che l’intero scopo dell’esecuzione sia arrivare al finale. Il senso della musica si scopre in ogni momento di esecuzione e di ascolto. È così, credo, per gran parte della nostra vita: se siamo assorbiti in modo eccessivo dal “migliorarla”, potremmo perfino dimenticare di viverla.
La destinazione della vita è questo momento eterno.
In qualche modo ci siamo convinti che questo momento sia ordinario. Questo ora, in cui io parlo e tu ascolti, è eternità.
