Alan Watts

Alan Watts

Interprete delle filosofie orientali.

Scrittore e oratore britannico noto per le sue interpretazioni della filosofia orientale per il pubblico occidentale. Le sue opere su argomenti come il Buddismo Zen, il Taoismo e la natura della realtà hanno introdotto molti al pensiero orientale. Watts esplorava l'interconnessione della vita e la natura della coscienza, usando spesso umorismo e linguaggio accessibile per rendere comprensibili concetti spirituali complessi. Le sue intuizioni sulla natura dell'esistenza e del sé continuano a ispirare e informare la spiritualità contemporanea.

Alan Watts Citazioni sul Passato

  • Tendiamo a considerarci come burattini del Passato, spinti da qualcosa che è sempre dietro di noi.
  • C’è solo questo ora. Non viene da nessun luogo; non va da nessuna parte. Non è permanente, ma non è neppure impermanente. Anche se si muove, è sempre fermo. Quando proviamo ad afferrarlo, sembra scappare, eppure è sempre qui e non c’è via di fuga. E quando ci voltiamo per cercare il Sé che conosce questo momento, scopriamo che è svanito come il passato.
  • L’arte di vivere… non è né un lasciarsi andare senza cura da una parte, né un aggrapparsi al passato per paura dall’altra. Consiste nell’essere sensibili a ogni momento, nel considerarlo assolutamente nuovo e unico, e nel tenere la mente aperta e totalmente ricettiva.
  • Se insisti a farti determinare dal passato, quello è il tuo gioco; ma il fatto è che tutto comincia proprio adesso.
  • Il passato e il futuro sono astrazioni senza alcuna realtà concreta.
  • Lo Zen è una liberazione dal tempo. Perché, se apriamo gli occhi e vediamo chiaramente, diventa evidente che non esiste altro tempo se non questo istante, e che passato e futuro sono astrazioni senza alcuna realtà concreta.
  • La vita è come la musica, per se stessa. Viviamo in un eterno Ora, e quando ascoltiamo musica non stiamo ascoltando il passato, non stiamo ascoltando il futuro: stiamo ascoltando un presente espanso.
  • Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente viene percepito come nient’altro che una sottilissima linea tra un passato causale e un futuro assorbente e immensamente importante. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi interamente occupata da memoria e aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c’è e non ci sarà alcuna esperienza diversa dall’esperienza presente. Perciò siamo fuori contatto con la realtà.
  • Pensiamo che il mondo sia limitato e spiegato dal suo passato. Tendiamo a credere che ciò che è accaduto nel passato determini ciò che accadrà dopo, e non vediamo che è esattamente il contrario! La fonte sempre presente del mondo è l’ora; il passato non spiega nulla. Il passato resta dietro all’ora come la scia di una nave e, infine, scompare.
  • Niente è più creativo della morte, perché contiene il segreto di tutta la vita. Significa che il passato deve essere abbandonato, che l’ignoto non può essere evitato, che l’«io» non può continuare e che nulla può essere fissato definitivamente. Quando un uomo conosce questo, vive per la prima volta nella sua vita. Trattenendo il respiro, lo perde. Lasciando andare, lo trova.
  • La forza dei ricordi e delle aspettative è tale che, per la maggior parte degli esseri umani, il passato e il futuro non sono così reali, ma più reali del presente.
  • Ho realizzato che passato e futuro sono illusioni reali: esistono nel presente, che è ciò che c’è e tutto ciò che c’è.
  • Se, dunque, la mia consapevolezza del passato e del futuro mi rende meno consapevole del presente, devo cominciare a chiedermi se sto davvero vivendo nel mondo reale.