Alan Watts

Alan Watts

Interprete delle filosofie orientali.

Scrittore e oratore britannico noto per le sue interpretazioni della filosofia orientale per il pubblico occidentale. Le sue opere su argomenti come il Buddismo Zen, il Taoismo e la natura della realtà hanno introdotto molti al pensiero orientale. Watts esplorava l'interconnessione della vita e la natura della coscienza, usando spesso umorismo e linguaggio accessibile per rendere comprensibili concetti spirituali complessi. Le sue intuizioni sulla natura dell'esistenza e del sé continuano a ispirare e informare la spiritualità contemporanea.

Alan Watts Citazioni sulla Cultura

  • I miti che stanno alla base della nostra cultura e del nostro buon senso non ci hanno insegnato a sentirci identici all’universo, ma solo parti di esso, solo dentro di esso, solo di fronte ad esso—estranei.
  • Gesù Cristo sapeva di essere Dio. Quindi svegliati e scopri, col tempo, chi sei davvero. Nella nostra cultura, certo, diranno che sei pazzo e che stai bestemmiando, e ti metteranno in prigione o in un manicomio (che è praticamente la stessa cosa). Però se ti svegli in India e lo dici ai tuoi amici e ai tuoi parenti—“Mio Dio, ho appena scoperto che sono Dio”—loro rideranno e diranno: “Oh, congratulazioni: finalmente l’hai scoperto.”
  • I miti che stanno alla base della nostra cultura e del nostro buon senso non ci hanno insegnato a sentirci identici all’universo, ma solo parti di esso, solo in esso, solo di fronte ad esso—estranei... dentro non so quanti anni, ma non troppo a lungo, diventerà buon senso di base che tu non sei un essere estraneo che affronta un mondo esterno che non è te, ma che quasi ogni persona intelligente avrà la sensazione di essere un’attività dell’intero universo.
  • Il buddhismo… non è una cultura, ma una critica della cultura: una rivoluzione nonviolenta duratura, o una “opposizione leale” alla cultura in cui è coinvolto.
  • Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo, in cui il cosiddetto momento presente viene percepito come nient’altro che una sottilissima linea tra un passato causale e un futuro assorbente e immensamente importante. Non abbiamo un presente. La nostra coscienza è quasi interamente occupata da memoria e aspettativa. Non ci rendiamo conto che non c’è mai stata, non c’è e non ci sarà alcuna esperienza diversa dall’esperienza presente. Perciò siamo fuori contatto con la realtà.
  • Non c’è nulla di sbagliato nel meditare solo per meditare, come ascoltare musica solo per la musica. Se vai ai concerti per “farti cultura” o per migliorare la mente, ti siederai lì sordo come un palo.
  • Una cultura meno “da cervello” imparerebbe a sincronizzare i ritmi del corpo, più che gli orologi.
  • Viviamo in una cultura in cui ci è stato inculcato in ogni modo possibile che morire è una cosa terribile. E questo è una terribile malattia di cui la nostra cultura, in particolare, soffre.
  • Viviamo in una cultura completamente ipnotizzata dall’illusione del tempo.