Come quando tocchi un filo elettrico vivo la forza elettrica entra nel tuo corpo, così quando mediti profondamente su Dio, la potenza dell’intero universo cerca di entrare nella tua personalità.
Il dolore che in genere si prova alla morte è dovuto alla natura dell’intensità dei desideri con cui si è continuato a vivere nel corpo fisico. Più, nella vita, si coltiva l’amore per l’Essere Universale, meno saranno il dolore e l’agonia del distacco dal corpo.
Più uno diventa idoneo alla pratica dell’Advaita Vedanta, meno la coscienza del corpo e del mondo circostante è presente. Advaita e coscienza del corpo non vanno insieme.