La scienza è lo strumento della mente occidentale e con essa si possono aprire più porte che con le sole mani nude.
La mente è cresciuta fino allo stato attuale di coscienza come una ghianda cresce fino a diventare una quercia, o come i sauri si sono evoluti fino ai mammiferi.
Sembra molto difficile per le persone vivere con gli enigmi o lasciarli vivere, anche se si potrebbe pensare che la vita sia già piena di enigmi e che poche cose in più che non possiamo risolvere non farebbero differenza. Ma forse è proprio questo a essere insopportabile: ci sono cose irrazionali nella nostra psiche che turbano la mente cosciente nelle sue certezze illusorie, confrontandola con l’enigma della propria esistenza.
Il pendolo della mente alterna tra senso e sciocchezza, non tra giusto e sbagliato.
Chi ha paura deve dipendere; una cosa debole ha bisogno di sostegno. Per questo la mente primitiva, per una necessità psicologica profonda, ha generato l’istruzione religiosa e l’ha incarnata in un mago o in un sacerdote.
Mente e materia sono due aspetti diversi della stessa cosa.
So che prima non avrei osato esprimermi così apertamente su una questione così incerta. Posso correre questo rischio perché ora sono nel mio ottavo decennio, e i cambiamenti d’opinione degli uomini non mi impressionano più; i pensieri dei vecchi maestri hanno per me un valore maggiore dei pregiudizi filosofici della mente occidentale.
Riempire la mente consapevole con concezioni ideali è una caratteristica della teosofia occidentale, ma non il confronto con l’Ombra e con il mondo delle tenebre. Non si diventa illuminati immaginando figure di luce, ma rendendo consapevole la tenebra. Tuttavia questo secondo procedimento è sgradevole e perciò non è popolare.
Grazie alla finezza della sua mente, vide attraverso la povertà della conoscenza filosofica e gnostica e la respinse con disprezzo.