Il progresso spirituale senza controllo della mente è semplicemente un’illusione.
Se lasciamo che la mente ci governi, saremo sconfitti. La mente ci rende pigri, insoddisfatti e poco attenti. Usando l’intelligenza dobbiamo combattere questa letargia con entusiasmo.
Le cose possono dare piacere alla mente e ai sensi, ma solo l’amore può dare piacere al cuore. E in definitiva è ciò che cerchiamo.
L’uomo non può essere illuminato attraverso alcuna organizzazione, credo, dogma, sacerdote o rituale, né attraverso qualsiasi conoscenza filosofica o tecnica psicologica. Deve trovarlo attraverso la comprensione del contenuto della propria mente, tramite l’osservazione—non tramite analisi intellettuale o dissezione introspettiva.
L’egoismo è il nostro nemico. Eppure siamo così inclini a cadere in quello stato mentale. La cura è servire.
L’amore può essere una cosa molto mistica e misteriosa, perché l’amore nasce dalle profondità più intime della nostra anima. Non sorge dalle maree sempre mutevoli della mente o dell’intelletto.
La peggiore tragedia è che la mente incontrollata ci ruba la coscienza via da Krishna: ed è l’inizio, l’essenza di ogni sofferenza.
Per fare progresso spirituale dobbiamo essere molto attenti nei nostri rapporti con la mente.
Puoi conquistare tutto il mondo, l’universo; ma se non riesci a conquistare la tua mente e i tuoi sensi, sei sconfitto nella vita.
Assorbiamoci nel supremo di tutte le preghiere, il Maha Mantra Hare Krishna, fissiamo la mente supplicando per il servizio e supplicando il potere di piacere al Signore attraverso il nostro servizio, perché in sostanza il successo del nostro servizio è il modo in cui rendiamo Krishna felice.
La mente è il più grande nemico quando non è controllata, ma la maggior parte delle persone ripone piena fiducia nel proprio nemico.
L’amore è il modo più soddisfacente per governare la mente… La bhakti ci rende unici e concentrati quando risveglia in noi la nostra innata natura d’amore.
La natura della mente è interpretare ciò che è non essenziale come essenziale. La mente crea bisogni artificiali, credendo di non poter vivere senza di essi. In questo modo portiamo un grande peso di attaccamenti per tutta la vita. L’attaccamento è esso stesso un grande peso per la nostra mente. Forse non comprenderemo mai fino a che punto pesa finché non saremo liberi da esso. Ma se troviamo gioia dentro, possiamo vivere una vita semplice, libera da complicazioni infinite.
Possiamo conoscere solo nella misura in cui Dio si rivela a noi. Infatti, di fatto, qualunque cosa vediamo, quando giunge alla nostra coscienza è filtrata attraverso la nostra mente contaminata e il nostro ego confuso. Allora, cosa possiamo davvero conoscere nella verità? Questa è la condizione dell’anima.
La vera rinuncia, sia che si sia sannyasi, vanaprastha, grihastha o brahmachari, consiste nell’usare corpo, mente, parole e vita al servizio di Krishna, dei vaisnava e di altri esseri viventi.
Egoismo, il desiderio incessante di essere riconosciuti: è il modo della mente di cedere all’ego. È il sintomo di chi non ha davvero assaggiato la dolcezza di glorificare Krishna.